Poitrei scrivere della non-manovra. Di come di fatto non si cambi direzione ad un treno che continua lentamente per la sua strada, ma che si faccia una sosta per rimpinzarlo con un pò di carbone senza aggiustare la locomotiva, che non tira proprio. Ma non lo faccio. Dopo questa pausa estiva voglio parlarvi di viaggi, di luoghi nuovi da scoprire. Della Russia (non pensate che lo faccia per desiderio di bilanciare il nostro sogno neo-liberale con quello meta-sovietico attuale. Lasciamo stare questi discorsi. Lo faccio perché sono stato in Russia e, seppur molti la considerino una vacanza inusuale (e tutt’altro che riposante a dire il vero), è un paese molto molto interessante da scoprire’è chi potrebbe leggere il post come una guida turistica.
Arrivare in Russia non è semplicissimo, ed è per questo che molti, quasi tutti, i turisti ci vanno in gruppi organizzati. Ottenere un visto richiede tanti documenti. Consiglio tutti di rivolgersi ad un’agenzia specializzata in ‘tassazioni inutili’ come i visti. Loro, per una modica somma che varia tra gli 85 e 100 euro vi procureranno tutti i documenti. Tra i quali il voucher d’invito. Si, perché per andare in Russia ci vuole un ‘invito’ da parte di un’organizzazione o persona Russa. La maggior parte delle agenzie ve lo procurerà senza neanche porsi la domanda di chi siate. Fatto il visto (che comprende un’assicurazione sanitaria rigorosamente russa) potete volare al Nord. Io ho preso Air Baltic da Roma, con cambio a Riga. Viaggio totale di 5 ore. che diventano 8 con il fuso (ma dopo si recuperano
.
Arrivati a mosca sentirete subito l’aria di vecchia capitale mondiale. La metropoli Russa male accoglie il viaggiatore. Non in senso di casino e confusione (come potrebbe essere l’aeroporto di Istanbul o Roma) ma con i suoi sobborghi concreti, grattacieli e rimanenze residenziali pseudo – moderniste degli anni 50. Se prenderete un taxi (contrattate per il passaggio che varia tra i 1500 e i 2000 Rubli) potrete godervi le immense autostrade che dirette arrivano al cremlino. La maestosa radialità della metropoli dove il modernismo e la razionalità hanno dominato il boom urbanistico negli anni 50-60.
Mosca è il luogo del potere politico. Di quello non democratico degli Zar e poi di quello Sovietico. Ed ora di quello pseudo-polizesco di Putin e Medved. I luoghi del potere sono blindatissimi. Il Cremlino è una fortezza che racchiude gli edifici governativi, sfarzosi ed isolati dai luoghi della gente comune. Affiancato da una immensa piazza Rossa che sembra piuttosto la ‘terrazza’ del potere, dove il potere politico dava ordine alle masse, con parate e giochi. La piazza Rossa è veramente impressionante. Un’attrazione che consiste in un immenso spazio vuoto, leggermente reclinato per dare quell’illusione ottica di ampiezza. Circondata da edifici stralunanti, quasi fiabeschi (come la cattedrale di San Basilio) che, soprattutto di notte, diventano quasi surreali. La polizia sorveglia tutto, anche il piccolo cancello. Tanto per capire in che tipo di luogo siamo (diciamo che da noi si sta andando in quella direzione).
A mosca colpisce anche lo sfarzo. Gli straricchi russi risiedono qui, assieme a tanti poveri che non reggono l’altissimo costo della vita. Limousine, SUV, Hammers e macchine Kitsch dominano le strade. Vetri oscurati e guardie del corpo davanti ai luoghi di commercio danno la parvenza di una città sull’attenti. Anche se il turista stupito non nota nulla di strano. Sia chiaro, Russia non è una città pericolosa quanto sembra. Solo una grande metropoli. Niente mafia per strada (ma sulle poltrone si probabilmente) e niente sparatorie. La piccola-grande corruzione che domina la vita quotidiana diventa piuttosto una pratica ‘quotidiana’ ‘normale’ che va messa in conto.
Fondamentalmente, dopo il Cremlino, la vera attrazione di Mosca è la città sovietica stessa. Mosca è una città brutta certamente ma simbolica, con un’aura ideologica fortissima. Strade, ponti, metropolitane e grattacieli hanno nomi che rappresentano la vita politica passata del paese (un modo di indottrinare le masse?). Le sette sorelle di Stalin (i sette grandi grattacieli che segnano l’orizzonte di Mosca) sono un Landmark importante, che stupisce il viaggiatore, perché reinterpretano la modernità americana e la stravolgono al tempo stesso. Larghissime piante che danno un senso di ‘solidità’ e ‘potere’ non indifferente. La metropolis di Fritz Lang è in loro incarnata.
La metropolitana di mosca segue la stessa logica. La miglio metropolitana che abbia mai visto. Un sistema efficiente (seppur illogico nell’uso) caratterizzato da un’estetica quasi ‘religiosa”monumentale’. Grandi stazioni sotterranee, piene di spazi aperti, dove camminare non è uno stress nonostante i milioni di passeggeri. Decorazioni marmoree, mosaici e bassorilievi che rappresentano le scene della rivoluzione, d’ottobre, quella industriale, le vittorie in guerra, e il progresso sovietico. Stalin diceva (dalla reggia del cremlino…): il popolo deve viaggiare come i re. SI, ma sottoterra comunque. Se riuscite a strappare alcune fotografie (contro il regolamento attenzione!) avrete le migliori cartoline di mosca.
Infine, quello che colpisce di Mosca, ma anche a San Pietroburgo (di cui non ho parlato ma che è molto più europea) è la quantità di opere d’arte Europee. Io non avrei immaginato di trovare rinchiuse nei museu Herminage e Pushkin le più grandi opere del 1900 Europeo. Numerosi Chagall, Van Gogh, Picasso, Cezanne, Miro, Matisse, Guttuso, Gauguin, Renoir, Manet, Monet etc…Con un decimo di queste opere si potrebbe aprire una mostra di 6 mesi a Roma, tutto esaurito ogni giorno. Gli Zar ricchissimi, si circondavano di aristocratici ricchissimi che giravano il modo e acquistavano opere….(napoleone le trafugava cmq…). Ora, questi luoghi sono il fulcro della cultura mondiale, dentro un paese che spesso sembra difficilmente raggiungibile. Ah, il mercato dell’arte…
Un saluto a tutti
Federico
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