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Un viaggio in Russia: il fascino inusuale di Mosca…

InTerritorio&Società - Territory&Society su agosto 20, 2011 a 10:52 am

Poitrei scrivere della non-manovra. Di come di fatto non si cambi direzione ad un treno che continua lentamente per la sua strada, ma che si faccia una sosta per rimpinzarlo con un pò di carbone senza aggiustare la locomotiva, che non tira proprio. Ma non lo faccio. Dopo questa pausa estiva voglio parlarvi di viaggi, di luoghi nuovi da scoprire. Della Russia (non pensate che lo faccia per desiderio di bilanciare il nostro sogno neo-liberale con quello meta-sovietico attuale. Lasciamo stare questi discorsi. Lo faccio perché sono stato in Russia e, seppur molti la considerino una vacanza inusuale (e tutt’altro che riposante a dire il vero), è un paese molto molto interessante da scoprire’è chi potrebbe leggere il post come una guida turistica.

Arrivare in Russia non è semplicissimo, ed è per questo che molti, quasi tutti, i turisti ci vanno in gruppi organizzati. Ottenere un visto richiede tanti documenti. Consiglio tutti di rivolgersi ad un’agenzia specializzata in ‘tassazioni inutili’ come i visti. Loro, per una modica somma che varia tra gli 85 e 100 euro vi procureranno tutti i documenti. Tra i quali il voucher d’invito. Si, perché per andare in Russia ci vuole un ‘invito’ da parte di un’organizzazione o persona Russa. La maggior parte delle agenzie ve lo procurerà senza neanche porsi la domanda di chi siate. Fatto il visto (che comprende un’assicurazione sanitaria rigorosamente russa) potete volare al Nord. Io ho preso Air Baltic da Roma, con cambio a Riga. Viaggio totale di 5 ore. che diventano 8 con il fuso (ma dopo si recuperano :) .

Arrivati a mosca sentirete subito l’aria di vecchia capitale mondiale. La metropoli Russa male accoglie il viaggiatore. Non in senso di casino e confusione (come potrebbe essere l’aeroporto di Istanbul o Roma) ma con i suoi sobborghi concreti, grattacieli e rimanenze residenziali pseudo – moderniste degli anni 50. Se prenderete un taxi (contrattate per il passaggio che varia tra i 1500 e i 2000 Rubli) potrete godervi le immense autostrade che dirette arrivano al cremlino. La maestosa radialità della metropoli dove il modernismo e la razionalità hanno dominato il boom urbanistico negli anni 50-60.

Mosca è il luogo del potere politico. Di quello non democratico degli Zar e poi di quello Sovietico. Ed ora di quello pseudo-polizesco di Putin e Medved. I luoghi del potere sono blindatissimi. Il Cremlino è una fortezza che racchiude gli edifici governativi, sfarzosi ed isolati dai luoghi della gente comune. Affiancato da una immensa piazza Rossa che sembra piuttosto la ‘terrazza’ del potere, dove il potere politico dava ordine alle masse, con parate e giochi. La piazza Rossa è veramente impressionante. Un’attrazione che consiste in un immenso spazio vuoto, leggermente reclinato per dare quell’illusione ottica di ampiezza. Circondata da edifici stralunanti, quasi fiabeschi (come la cattedrale di San Basilio) che, soprattutto di notte, diventano quasi surreali. La polizia sorveglia tutto, anche il piccolo cancello. Tanto per capire in che tipo di luogo siamo (diciamo che da noi si sta andando in quella direzione).

A mosca colpisce anche lo sfarzo. Gli straricchi russi risiedono qui, assieme a tanti poveri che non reggono l’altissimo costo della vita. Limousine, SUV, Hammers e macchine Kitsch dominano le strade. Vetri oscurati e guardie del corpo davanti ai luoghi di commercio danno la parvenza di una città sull’attenti. Anche se il turista stupito non nota nulla di strano. Sia chiaro, Russia non è una città pericolosa quanto sembra. Solo una grande metropoli. Niente mafia per strada (ma sulle poltrone si probabilmente) e niente sparatorie. La piccola-grande corruzione che domina la vita quotidiana diventa piuttosto una pratica ‘quotidiana’ ‘normale’ che va messa in conto.

Fondamentalmente, dopo il Cremlino, la vera attrazione di Mosca è la città sovietica stessa. Mosca è una città brutta certamente ma simbolica, con un’aura ideologica fortissima. Strade, ponti, metropolitane e grattacieli hanno nomi che rappresentano la vita politica passata del paese (un modo di indottrinare le masse?).  Le sette sorelle di Stalin (i sette grandi grattacieli che segnano l’orizzonte di Mosca) sono un Landmark importante, che stupisce il viaggiatore, perché reinterpretano la modernità americana e la stravolgono al tempo stesso. Larghissime piante che danno un senso di ‘solidità’ e ‘potere’ non indifferente. La metropolis di Fritz Lang è in loro incarnata.

La metropolitana di mosca segue la stessa logica. La miglio metropolitana che abbia mai visto. Un sistema efficiente (seppur illogico nell’uso) caratterizzato da un’estetica quasi ‘religiosa”monumentale’. Grandi stazioni sotterranee, piene di spazi aperti, dove camminare non è uno stress nonostante i milioni di passeggeri. Decorazioni marmoree, mosaici e bassorilievi che rappresentano le scene della rivoluzione, d’ottobre, quella industriale, le vittorie in guerra, e il progresso sovietico. Stalin diceva (dalla reggia del cremlino…): il popolo deve viaggiare come i re. SI, ma sottoterra comunque. Se riuscite a strappare alcune fotografie (contro il regolamento attenzione!) avrete le migliori cartoline di mosca.

Infine, quello che colpisce di Mosca, ma anche a San Pietroburgo (di cui non ho parlato ma che è molto più europea) è la quantità di opere d’arte Europee. Io non avrei immaginato di trovare rinchiuse nei museu Herminage e Pushkin le più grandi opere del 1900 Europeo. Numerosi Chagall, Van Gogh, Picasso, Cezanne, Miro, Matisse, Guttuso, Gauguin, Renoir, Manet, Monet etc…Con un decimo di queste opere si potrebbe aprire una mostra di 6 mesi a Roma, tutto esaurito ogni giorno. Gli Zar ricchissimi, si circondavano di aristocratici ricchissimi che giravano il modo e acquistavano opere….(napoleone le trafugava cmq…). Ora, questi luoghi sono il fulcro della cultura mondiale, dentro un paese che spesso sembra difficilmente raggiungibile. Ah, il mercato dell’arte…

Un saluto a tutti

Federico

Volare, Volare: ma per arrivare dove?

InTerritorio&Società - Territory&Society su maggio 8, 2010 a 9:04 am

Gli aeroporti delle nostre città sono stati e saranno sempre descritti e raccontati con gli appellativi più stravaganti. Chi li considera ‘non luoghi’, spazi di transizione, portali della globalizzazione, motori di progresso o luoghi di alienazione non fa altro che confermare la loro centralità, sociale, economica e politica nella società postmoderna e globalizzata. Io sono un frequentatore di aeroporti. Ne ho visti parecchi negli ultimi anni e tutti si assomigliano dopotutto. I tracciati di movimento al loro interno, gli spazi sociali predisposti, ricalcano tutti la stessa grammatica dell’efficienza, e spesso del consumismo. Lo spazio aeroportuale non percepisce il concetto di libertà d’uso. Lo spazio è prestampato e (anche per motivi di sicurezza) viene tolta ogni possibilità di uso creativo per noi utenti. Nonostante qualcuno potrebbe trovare risvolti psico-sociali interessanti, fin qui nulla di nuovo.

La dimensione più cruciale dello spazio aeroportuale è quella urbanistica, della quale quella economica e politica ne sono corollari fondamentali (la prima ne beneficia, la seconda li governa). Le regioni e metropoli globali sono attori in competizione in un mercato internazionale, globalizzato, all’interno del quale i fattori vincenti sono capacità di connessione, qualità della vita e potenziale produttivo. Più una città è ‘connessa’ ai vari centri economici mondiali più è probabile che merci, persone e ‘beni’ circolino, e crescano, all’interno del proprio territorio, aumentandone di fatto la capacità economiche. Quest’ultima potrebbe, se ben gestita, trasformarsi in benessere aggiunto per le popolazioni locali (detto in altre parole, aumentando il prodotto interno lordo di una città). E’ il grado di connettività di un aeroporto che ne definisce la capacità di influire nel benessere di una regione. Tale connessione è bidirezionale nel senso in cui un aeroporto esiste in quanto ‘allacciato’ ad altre città (internazionali o nazionali) e al proprio territorio. La mancanza di una delle due direzioni di connessione renderebbe un aeroporto una cosa inutile.

La gestione di un aeroporto fallisce nel momento in cui questo sistema di inter-connessioni non viene sviluppato e migliorato al passo con i tempi. Un maggior numero di passeggeri, un’aumentata capacità di mobilità, una società multiculturale e multietnica, un sistema produttivo decentrato e un turismo sempre più internazionale richiedono infrastrutture adeguate capaci di aumentare la portata connettiva degli aeroporti, in entrambe le direzioni. L’Italia è un paese la cui economia (in primo luogo turistica) è in gran parte sostenuta dalla capacità aeroportuale. Ed è per questo che il nostro paese fallisce nel creare appieno quel benessere aggiunto nel momento in cui una delle due dimensioni di connessione dello spazio aeroportuale rimane obsoleta. Da Milano Malpensa a Milano Centrale in 55 minuti a euro 7.50, da Linate a Centrale in Autobus o Autobus più metropolitana in 30 minuti. Da Roma Fiumicino a Termini in 35 minuti al costo di 11 euro in un trenino ripieno come un supplì. Da Ciampino a termini in un’ora con bus convenzionati o cambiano alla stanzioncina di Ciampino. Da Bologna International (uno dei pochi scali in vera espansione e a bilancio positivo) a Bologna Centrale in 30 minuti, in autobus a circa 20 posti a sedere, con 10 spazi valigia (le valigie prendono il posto delle persone…) a 5 euro (stessa qualità e servizio di una corsa urbana che però costa 1 euro, come se i passeggeri internazionali debbano pagare una sovrattassa). Prendendo aeroporti minori la storia non cambia. Falconara Raffaello Sanzio è servito da 2 treni al giorno (il taxi a volte bisogna prenotarlo visto che è il parcheggio è deserto). Pisa sembra andare meglio con una stazione al suo interno, alla quale arrivano principalmente i lenti treni regionali.

Purtroppo siamo indietro rispetto ad altri paesi, e soprattutto i nostri (ben due) hubs nazionali. Da Dusseldorf aeroporto a Hbf in 8 minuti (!!) con un treno ogni 15-20 minuti al costo di euro 2.50 (i treni vanno in tutte le direzioni, anche verso Amsterdam direttamente senza passare da Hbf). Da Schipol a Amsterdam Centrale in 15 minuti al costo di euro 3.50 (2 e qualcosa con lo sconto che molti residenti hanno). Da Parigi CDG a Parigi Nord in 35-40 minuti al costo di 8.50 euro ma presto il CDG express collegherà la città in meno di 20 minuti. L’S-train di Copenhagen ci porta praticamente dentro il gate in 30 min all’interno di vagoni che oserei definire lussuosi a soli 4 euro (34 DK). Se volate a Barcellona potete scegliere tra bus (ogni 15 min a 5 euro) oppure treno (6 euro ma con vari biglietti sconto) ogni 30 min (in 30 min in centro). La poverissima Atene ha un servizio autobus diretto per il porto (1 ora di viaggio) e un servizio di metropolitana diretto per Sintagma (in 30 minuti circa) al costo di pochi euro. Vienna centro è collegata da ben due servizi su rotaia, S-bahn e CAT, che ci portano all’aeroporto rispettivamente in 30 minuti e 16 minuti al costo di 3.80 e 9 euro. La non-europea Istanbul ha una miriade di autobus e taxi che vanno in centro (il che riduce i costi su strada) nonché una metropolitana efficientissima che per poche lire turche e circa 25 minuti ti porta in centro… Sarei contento di avere altri esempi da voi.

Ci tengo a precisare che sono personalmente convinto che molto spesso la sostenibilità degli aeroporti non coincida con la loro espansione. Il concetto di ‘viaggio’ nella sua essenza più pura ed eccitante rimane quello su terra o su mare e, soprattutto, l’abuso di voli sta distruggendo il nostro pianeta. Ciononostante, se volete chiamare gli aeroporti ‘non-luoghi’ e a quel punto chiedetevi perché dovreste spendere tutto quel tempo (e soldi senza qualità) in un ‘non-luogo’.

A presto

federico

Si, viaggiare!

InCostume&Società - Customs&Society su marzo 8, 2010 a 12:20 am

Aspettando St.Patrick per festeggiare, se pur da lontano, la mia Irlanda, si è risvegliata in me  la voglia mai assopita in realtà, di tornare a vivere per un pò sotto il cielo di Dublino.

Dublin, my shelter from the storm.

Ognuno ha un proprio rifugio; una città, un albero, una certa panchina in un certo parco, quella libreria del centro..

E ogni nostalgica come me ha un’amica, L’amica, quella di sempre quella per sempre, che è il suo esatto opposto, che la sprona a cambiare. Che mi ha spronato qualche giorno fà, mentre navigavo in internet alla disperata ricerca di un possibile lavoro nell’Isola Verde, a guardare oltre…….verso la Scozia!!!

Ed ecco Stirling all’orizzonte, ridente villaggio a 50 km a Nord-Ovest di Edimburgo, il nuovo cuore della Scozia, dicono.

41.000 abitanti, un’importante università, considerata la Scottish University of the year 2009/2010 (Sundey Times): il 94,6% dei laureati a Stirling entro i successivi sei mesi dal conseguimento dell’agognato titolo vengono già introdotti nel mondo del lavoro, dicono.

Un gradevole centro storico, molti negozi per riempire le numerose giornate di pioggia che mi aspetteranno, dicono.

Poi pubssss ovviamente, in ogni dove.

E monumenti, le Stirling Heads e…un castello! IL castello! Dove William Wallace sconfisse gli inglesi nel 1297!

Non soddisfatta digito Stirling su Google, e mi compaiono fior di buoni motivi per vivere a Stirling!

- Ottima qualità della vita;

-Eccellenti opportunità di carriera;

-Atmosfera accogliente;

-Inquinamento praticamente assente;

-Ricca scelta in sport e attività artistiche (..?) .

Si, mi ero già convinta al punto in cui proprio a Stirling Mel Gibson/Braveheart/Wallace diventa un eroe!

Ok! Vado! E la mia amica verrà con me!

“Ma che andate a fare sperdute nel nulla???”   Pfff, quante domande..

Le guardiane del castello, of course!

Sara

Dall’Italia ad Amsterdam…Low Cost

InCostume&Società - Customs&Society su gennaio 30, 2010 a 4:00 pm

Cari  Amici

Sono all’aeroporto in attesa di un volo per l’italia. Uno dei tanti venerdì nei quali parto per un weekend in terra madre. Mentre attendo mi viene in mente di scrivere qualcosa che possa essere utile a tutti, e che spesso è molto difficile trovare nel disordinato mondo della rete.

Molti marchigiani credono che per dover andare all’estero sia necessario prendere un treno verso destinazioni più internazionali come Bologna, Milano o Roma. Invece, potete arrivare ‘comodamente’ in moltissime destinazioni da Ancona. Per Amsterdam: volo da ancona (di solito ore 12.15 circa) tre volte a settimana (comodo per weekend con partenza il venerdì e ritorno il lunedì mattina). Ryanair destinazione Weeze (piccola cittadina fantasma al confine tra Olanda e Germania. Arrivati, prendete per l’uscita verso destra, vicino al bar, e prendete un Taxi-Van Hottengroth (da prenotare telefonando al numero che trovate sul sito dell’aereoporto). Il taxi vi porta a Nijmegen dove potete comodamente trovare un treno diretto per Amsterdam centrale. Tempo di percorrenza circa 1.30. Costo totale del viaggio tra 10 e 20 euro di volo (andata e ritorno spesso!) 32 euro di taxi (andata e ritorno) + 32 euro di treno (a/r, se avete la tessere sconto per i treni olandesi pagate solo 10). Se siete un gruppo di 4 o più persone allora è molto consigliabile contattare TAXI TOONEN, un privato che fa servizio Weeze-Amsterdam (direttamente all’hotel) a qualsiasi ora per solo 140 euro circa (se siete in 5 guadagnate di brutto, visto che siete a destinazione in totale 1h e trenta min). Il ritorno per ancona è più complesso. Tutto lo stesso percorso (Anche con taxi tosone se volete farvi venire a prendere davanti alla porta) prendendo l’IC da Amsterdam centrale alle 5.17 del mattino. Cambio ad Utrecht e taxi alle ore 7.25. Arrivo aeroporto comodamente alle 8.10 (mai subito ritardo personalmente). Lo stesso tragitto vale anche per andare da/a Treviso, dalla quale potete comodamente prendere un pullman (che aspetta i voli senza mai lasciarvi a piedi) per Venezia (tempo circa 30 minuti costo 5 euro). Da Weeze potete comodamente arrivare anche a Berlino, prendendo un altro volo Ryanair che parte dopo circa 5 ore (costa sempre poco). Nel frattempo andate al villaggio e mangiatevi dei Crauti con birra.

Cmq, lo stesso percorso può anche essere fatto da  Bologna, visto che Ryanair vola anche da li, sempre per Weeze, tre volte a settimana. Altrimenti KLM per Schipol, costono ma molto più comodo. Se volete potete anche annotarvi che EasyJet vola per Schipol sia da Roma Fiumicino che da Milano. Non conviene più quindi andare con Ryanair da Ciampino ad Eindhoven. Un’altra news riguarda Alitalia. Non diffidate e guardate sempre il sito dal momento che, per sollevarsi dalla crisi nera in cui è sprofondata, fa delle offerte vantaggiosissime da Linate (molto più facilmente raggiungibile dal centro di Milano). Se siete fortunati ve la cavate con circa 90 euro a/r. Se siete in toscana però vi consiglio di partire da Pisa. La Transavia arriva direttamente ad Amsterdam.  Se proprio volete passare per Eindhoven, allora potete anche prendere la Ryanair da Pescara. Da Eindhoven NON prendete mai l’autobus per Amsterdam. Le autostrade olandesi sono tra le più congestionate d’Europa (extraurbane). Prendete l’autobus cittadino (4 euro) per la stazione centrale e poi treno diretto per Amsterdam. Arrivate in 1.15h e spendete circa 14 euro (solo andata) e vi vedete pure la bellissima campagna olandese, soprattutto se ad Aprile.

Per quelli di voi un po’ più sfacciati e spigliati consiglio sempre di provare a fare la seguente cosa: chiedete al vostro vicino davanti alla macchina dei biglietti se è diretto ad Amsterdam, solo se vi sembra uno studente! In tal caso è quasi sicuro che abbia la tessera sconto con la quale può far viaggiare a prezzo ridotto altre tre persone con lui. In tal caso chiedete semplicemente se potete fare il viaggio seduti vicini (mi raccomando cercate di essere delicati che gli olandesi potrebbero rimanere traumatizzati da tutta questa italianità).

Buon viaggio

Federico

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