Cari Amici
‘BASTA PARTITI…’; con questa frame Beppe Grillo parla ai Grillini, giovani, rockettari di Cesena alle ore 14.33 di oggi.
Noi siamo vivi, loro sono morti. Noi parliamo di contenuti, di cose concrete, loro parlano di fumo. Loro lavorano soldi, noi esistenze vere, della vera gente….il messaggio è chiaro, e pure la retorica. Rottura con quello che esiste. Rottura con il passato, il presente e, molto probabilmente il futuro della politica italiana. Grillo lo sa bene. Le grandi rivoluzioni politico-culturali si sono fatte con il capovolgimento del sistema culturale radicato nelle istituzioni. Come i francesi illuministi fecero prima di tutti, il cambiamento vero si fonda su una serie di elementi costitutive che ricorrono in tutte le rotture con il passato (illuministi, totalitarismi fascisti, socialisti etc.). 1) una nuova retorica politica; 2) una classe sociale proponente e propulsiva, insoddisfatta, e non radicata nei circoli del potere consolidati; 3) nuovi mezzi di comunicazione, spazi mediatici inutilizzati e piattaforme di trasmissione politica non collaudate; 4) mobilitazione dal basso, della massa, non elitaria.
Ed i Grillini? stanno operando su questo corredo di fattori politico sociali? Direi che ci stanno provando. Ed è per questo che mi piace cari amici. Ma è anche per questo che il movimento non può essere pensato, e quindi discusso, tramite le categorie tradizionali della politica. Ed è per questo che potrebbe non arrivare da nessuna parte. Perché forse non ha raggiunto, o non raggiungerà mai, la sua completezza socio-politica, su tutte è quattro quelle dimensioni che ho enunciato.
Partiamo dalla ultima e dalla seconda assieme: mobilitazione dal basso. La sussidiarietà delle responsabilità e della definizione delle agende politiche perpetuate da movimenti auto-costituiti nel territorio. La Lega lo ha fatto ed ha avuto successo. La cosa potrebbe funzionare. I giovani, quelli senza potere, che non sono rappresentati nelle arene politiche chiuse contemporanee, sono la base ‘militante’ del movimento. La sua anima. Ma quanti sono? Questo è un dato che non abbiamo per il momento. Non sappiamo chi sono i Grillini. Giovani e precari non è abbastanza. Ci vuole una distinzione non solo sociale, ma anche economica….La politica si fa anche su gruppi di interesse. Questo uno dei punti deboli secondo me….La classe sociale non rappresentata di fatto esiste in Italia. Il punto importante è: riuscirà Grillo a captarne le necessità concrete? come fecero gli illuministi con l’emergente borghesia, come fecero i Socialisti con l’emergente intellighenzia, come fece la Lega con i ricchi piccoli e medi imprenditori, come fece Obama con le minoranze e maggioranze etniche etc.
Nuovi mezzi di comunicazione. Questo, a mio avviso, il punto più forte di Grillo, che prende spunto da Obama. L’America ha sempre fatto da modello nella medicalizzazione della politica in effetti. Internet, la rete, senza confini, senza profumi, odori che condizionano le opinioni. Ottimo direi. Questa la giusta direzione in un paese dove l’amministrazione del potere è tecnologicamente analfabetizzata.
La nuova retorica politica è forse il punto forte dei Grillini. La rottura con il gergo esistente e con i connessi sistemi di significato. La parola soldi prima di tutto! non capitalismo, si intenda, ma l’idea più materialista del denaro….Questa una strada giusta secondo me. Quella di non avere la pretesa di rifiutare il Sistema capitalista, o di produzione (come hanno fatto con insuccesso movimenti neo-comunisti) ma solo di criticarlo quando diventa una logica elettorale e politica. La deliberazione invece che il mercato dovrebbe dominare la dialettica politica, questa frase risuona forte in un momento in cui si consumano i momenti più avvilenti della pantomima elettorale – partitica italiana.
Grillo avrà vita dura. Forse dovrà entrare nel sistema precostituito per ottenere il ‘potere’ di cambiarlo e riformarlo. La questione più spinosa sarà la leadership, una necessità per ogni movimento propulsivo. Finchè Grillo non risolverà questa questione (invece di rifiutarla) rimarrà fuori dall’arena politica, e quindi anche da quella decisionale.
A presto
Federico



