Quanti eravamo?
Sinceramente non lo so; quello che invece so per certo è che il centro di Roma è stato letteralmente invaso dal MoVimento 5 Stelle! Piaccia o non piaccia Beppe Grillo, la verità è questa. Quello che mi ha spinto fuori di casa Sabato 10 Settembre 2011 è la mia personalissima voglia di esserci sempre. Perché così mi è stato insegnato; perché così posso lamentarmi poi – come tutti fanno - senza vigliaccheria e – non per ultimo - perché così ne posso scrivere.
Piazza Navona è bellissima. Il cielo azzurro la incornicia perfettamente in questo pomeriggio di inizio settembre, mostrandoci un quadro di autentico splendore. La folla si fa sempre più fitta, disponendosi in fila indiana con il simbolo, oramai noto della cozza, tra le mani. Non un poliziotto, non una recinzione, non un vigile a bloccare il traffico: non ce n’è bisogno, cara Roma, siamo tutte persone civili, siamo il movimento civile per eccellenza. Marciamo pacificamente verso Piazza di Monte Citorio e nessuno può dirci che non possiamo farlo. Camminiamo sui marciapiedi, ci fermiamo ai semafori, facciamo passare le macchine, come quando alle elementari ci portavano in gita scolastica. Siamo tantissimi ma non creiamo disordine pubblico, perché il senso profondo di questa ‘manifestazione’ è un altro: esistiamo, siamo stufi e oggi, oh politica italiana, ve lo facciamo vedere e sentire.
Uno ad uno depositiamo le nostre cozze, accuratamente custodite per tutto il tragitto, all’interno di varie ceste collocate davanti al Palazzo del Potere.
‘Sono pieni di cozze fino a qui’ ci dice Beppe Grillo, salutandoci uno per uno. Non so a cosa servirà, ma nel dubbio io questa marcia l’ho compiuta.
C’è gente che arriva dal Trentino Alto Adige, Sicilia e Piemonte. C’è gente con due ore di sonno alle spalle e dieci ore di pullman da smaltire. Ci sono tantissimi over 40 con la bandiera dell’Italia attorno al collo, con striscioni e magliette eloquenti; picchi di ironica intelligenza senza precedenti. Pochi, pochissimi giovani. Noi che siamo totalmente fottuti, ce ne fottiamo a nostra volta.
Ci sono i NO TAV. Gente meravigliosa, con un coraggio indescrivibile, accampata in Piazza Navona da una notte e che una notte ancora si fermerà. Parlo con Marco, consigliere di Piemonte5stelle, valsusino, impegnato in prima persona nella lotta contro la Torino-Lione. Mi racconta delle mille difficoltà, dell’informazione che manca o viene distorta, della polizia che li carica, lanciando lacrimogeni ad altezza d’uomo. Me le fa vedere, queste ‘bombe’ contemporanee, mi racconta che una settimana fa un ragazzo è stato colpito in pieno volto mentre stanziavano, come ogni giorno, vicino al cantiere; ha subito un intervento delicatissimo in ospedale e ora sta bene, ma ha tutto il setto nasale da ricostruire. Mi da anche dei numeri:
– 20 milioni di €: quello che costa, a progetto, la TAV; 1.200€ a cm.
Parliamo di soldi pubblici.
– 15: gli anni di lavoro che servono per terminare l’opera;
– 27: la percentuale di utilizzo della linea già esistente.
Per non parlare delle sostanze tossiche ed inquinanti che si riverseranno nell’ambiente, come l’uranio e l’amianto, più la perdita totale delle falde idriche della zona. Mentre mi parla, guardandomi dritto negli occhi, mi rendo conto che dietro di lui ci sono una decina di persone che dormono, sotto il loro gazebo, con tende ancora chiuse e sacchi a pelo. ‘ Sono degli eroi, sono i miei miti!’ penso: ‘vorrei restare con loro a vita’.
Mi allontano, conservando gelosamente lo sguardo di Marco che mi ringrazia per l’interessamento. Li vicino stanziano anche i NO PONTE; sono del MoVimento Sicilia5stelle. Dietro di loro tutti i nomi, con tanto di fotografia, dei politici siciliani mafiosi che ancora siedono in parlamento. Saranno una quarantina e un brivido malsano mi passa lungo la schiena.

Incontro anche Mattia, candidato sindaco delle scorse elezioni a Milano, del MoVimento Lombardia5stelle. ‘ Ti ho votato!’ gli urlo, andandogli incontro. Lui mi abbraccia e mi ringrazia; ha vent’anni, un milioni di riccioli in testa e un seggio al Comune di Milano. Mi dice che sono riusciti a reinserire la Commissione Antimafia per Milano Expo 2015, che la giunta Moratti aveva sapientemente abolito. Gli auguro un buon lavoro e lui mi sorride dicendomi ‘Ti aspetto nella nostra Milano’.
In mezzo a Piazza Navona c’è un enorme lenzuolo del MoVimento di Beppe Grillo. Siamo tutti li, tutti sdraiati a pancia in su, senza scarpe, in barba al sanpietrino bollente, a guardare gli elicotteri passare. E’ un punto di vista inusuale, sembra quasi di non essere a Roma, ma in un qualche prato di campagna insieme agli amici di sempre. C’è la consueta chitarra, c’è il consueto boccione di vino, c’è allegria e scambio di opinioni. Mille dialetti che si incontrano con un’unica, comune volontà: smettere di subire e farsi sentire.
Io c’ero. Tu?
Marta






