Cari Amici
Non ci sono molti motivi, di solito, per essere interessati e preoccupati della politica olandese. Dopotutto è un paese piccolo, dotato di un sistema democratico sano, funzionante ed efficiente. Una democrazia basata sul consenso e sul pragmatismo che raramente si lascia andare all’ideologia e al populismo. In questi ultimi due anni però sta succedendo proprio questo. E la cosa è degna di un post direi.
Geert Wilders, nato il 6 settembre del 1963 a Venlo è il leader di un nuovo movimento politico olandese il PVV. Dopo aver avuto un successo inaspettato alle elezioni amministrative dello scorso aprile, guadagnando voti preziosissimi in importanti centri urbani e politici come Almere e L’Aia, il Pvv si candida alle elezioni nazionali che si terranno mercoledì prossimo. Chi è il Pvv quindi? e perché esserne preoccupati?
Il Pvv è un movimento, non un partito, populista anti-islamico e xenofobo, che basa la sua forza su una serie di caratteristiche che andrò a enunciare. Il populismo alla olandese si struttura sui seguenti punti:
- La lotta conto l’establishment olandese ed europeo. Il Pvv si propone come alternativa alla politica delle elite socialdemocratiche al potere fino ad oggi, che non hanno mai saputo rispondere ai bisogni della popolazione ‘comune’, degli idraulici, degli imbianchini e autisti di tram, dei subordinati e dei piccoli e medi imprenditori. Il populismo tradizionale direi.
- L’islam sta invadendo l’occidente e sta distruggendo le radici culturali del popolo olandese. Gli islamici professano una religione basata sulla violenza, sull’odio del diverso e, infine, occupano gli spazi economici che dovrebbero essere destinati agli olandesi. Wilders sui presenta come colui che difenderà gli stipendi medio bassi delle classi medio basse.
- Il pvv non è un partito, tantomento democratico. Non ha gerarchia, tesserati, membri ma solo sostenitori sciolti. L’unico membro e decisore, contabile, tesoriere, amministratore etc.. è Wilders. Lui è il movimento. I comizi del Pvv sono chiusi agli estranei ed i partecipanti devono consegnare ID e codice fiscale agli organizzatori per accedere. Questo è anche il suo punto di forza. Un potere unitario all’interno del partito ne garantisce la stabilità.
- Il Pvv è pro-israele, della sua politica anti-islamica e della sua comunità in olanda. Di conseguenza, il Pvv non è un partito di estrema destra. Professa una nuova forma di nazionalismo, esclusiva, discriminante tra ‘tipi’ di etnicità.
- Il Pvv combina principi e programmi di estrema destra (intolleranza e anti-immigrazione) con logiche di centro sinistra, come tutela sociale, rafforzamento del welfare, delle politiche abitative (mai peri mussulmani si intenda), dei sussidi per l’educazione, la ricerca e di disoccupazione. Il Pvv non è liberista.
- Gli elettori del Pvv sono: principalmente uomini, dotati di una formazione medio – bassa, percepiscono uno stipendio ‘nella norma’ (che quindi viene visto come a rischio), sono interessati nell’ordine nelle città e nella sicurezza, vive in centri urbani medi (ne città ne campagna), sono fortemente individualisti e materialisti, consumisti.ù
- Il Pvv esiste in quanto prodotto di marketing mediatico. Tutte le maggiori testate olandesi ne parlano in senso negativo, ma ne parlano. La logica del movimento è quella di stimolare e calvalcare il dissenso politico esercitato nei suoi confronti.
Il Pvv potrebbe ottenere molti voti alle prossime elezioni. Tuttavia i suoi punti deboli risiedono nella mancanza di un programma preciso di riforma. Il partito è conservatore e, aldilà della pura questione islamica, non sembra perseguire un chiaro progetto per il paese, un progetto urbano, economico ne sociale. Probabilmente non ne ha le capacità strutturali, vista la mancanza di dialogo al suo interno. Vediamo cosa succederà.
A presto
Federico
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