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Antanas Mockus e Bogotà: sulla cultura, legge e morale.

InTerritorio&Società - Territory&Society su aprile 19, 2010 a 8:56 pm

Cari amici

Non molti conosco Antanas Mockus. Neanche io fino a ieri sera. Vi consiglio di guardare questo documentario:

Bogotà: fine anni ottanta. Una città in degrado. Strade criminali, pericolose. Incidenti stradali, un livello di insicurezza percepita e reale altissimo. Una società frammentata, una città sporca senza regole, ne stradali ne civili. Una realtà da terzo mondo.  Questo il punto di partenza dell’avventura politica ritratta ottimamente dal documentario. Una fotografia veloce che, a tratti, ricorda la spazzatura a Napoli, i ripetuti assassini stradali nelle strade d’Italia, l’insicurezza sbandierata dai Leghisti e il disordine socio-culturale che, a volte, sembra pervadere anche il nostro paese. Il film racconta però una storia a lieto fine, in cui la buona politica trasforma lo spazio e la società. Viste le similitudini, forse un po’ forzate, cercherò di trarre delle lezioni, di politica.

La politica che trasforma è quella nuova, dei volti nuovi, che di politica ne hanno fatta poca nella loro vita. Degli intellettuali, se vogliamo, che decidono di segnare una discontinuità con la politica dei partiti, che seppur innovativa, rimane ancorata alle ortodossie della gerarchia interna e agli anacronismi delle ideologie. La politica trasforma anche lo spazio. La città, come luogo di vita e di produzione, contiene il potere, e le decisioni che da esso scaturiscono. Gli uomini al potere disegnano e costruiscono lo spazio in cui viviamo, e così facendo influenzano il nostro modo di vita, il nostro benessere. La politica buona è quella degli spazi pubblici, della città che respira e che restituisce il territorio alla cittadinanza, che ne può fare un uso libero. I servizi sociali dove non ce ne sono e le biblioteche che diventano motori di cultura.

La cosa che più mi ha interessato però è la teoria che Antanas Mockus esprime in una conferenza stampa dopo la sua elezione (terzo frammento su youtube). La frammentazione sociale, dalla quale scaturiscono insicurezza e violenza quotidiana, è la conseguenza di uno scollamento tra cultura, legge e morale. Queste parole contengono un mondo. E secondo me si adattano naturalmente anche a casi come quello italiano. La nostra società non sembra riuscire a creare una continuità coerente tra la sua cultura, le leggi che produce e la morale che governa. La prima esprime i valori tipici di una società, il modo in cui tutti noi interpretiamo continuamente ciò che è giusto o sbagliato, ciò che è bello e brutto. La seconda è la struttura legislativa che sanziona o incentiva determinati comportamenti e che agisce tramite strumenti artificiali, come le istituzioni (esecutive e legislative per esempio) e l’uso legittimo della forza (polizia e carabinieri ed es.). La terza guida i comportamenti individuali e collettivi. Ciò che per esempio spinge ogni individuo a non uccidere o a non rubare.

Spesso accade che nonostante una cultura esprima valori importanti come l’altruismo, la famiglia, la solidarietà verso il prossimo (etc.), i nostri comportamenti non esprimono valori morali analoghi. Breve e semplice: sappiamo che passare con il rosso è sbagliato ma se abbiamo fretta (o siamo ubriachi) passiamo ugualmente. Come potrete immaginare, la legge non riesce con facilità ad influire sui valori morali, pur riflettendo una determinata cultura. Antanas Mockus agisce sulla moralità, consapevole che la cultura colombiana possiede le fondamenta per una convivenza civile e consapevole che una pura riforma legislativa (magari in senso ancora più punitivo) non avrebbe alcun effetto. Opera sulla moralità, sul fatto che la morale è ciò che va appreso vivendo assieme, e che ogni cittadino a volte gioca il ruolo di ‘moralizzatore’. E ci riesce.

Come concludere: il nostro governo non è nuovo. Il nostro governo non investe nello spazio di vita (il quartiere, l’edilizia residenziale pubblica, le aree verdi etc.) per risolvere problemi come la criminalità e l’insicurezza. Il nostro governo è ancora e troppo partitico. Il nostro governo opera sulle leggi, rinforzando la nostra cultura (ok) ma non agendo sulla morale. Anzi, sembra mostrarne una sbagliata, basata sull’apparire, desideri materiali e la legge del più furbo. Il nostro governo non sembra adottare politiche innovative, interattive. Il nostro governo non sembra avere un progetto a lungo termine, una visione sulla moralità, invece che una visione sulla ‘elettoralità’ delle riforme.

A presto

Federico

…tu che ne sai, l’hai vista mai?

InCostume&Società - Customs&Society, Recensioni e Cinema su aprile 17, 2010 a 3:50 pm

E’ un’anacronistico viaggio tra i monti  lucani il nuovo di film di Rocco Pappaleo, che presenta la sua Basilicata con l’amore di chi solo chi ci è nato può. Quattro musicisti strampalati si mettono in cammino attraversando la Basilicata da costa a costa –dallo ionio all’adriatico- per partecipare alla Scanzonissima, gara musicale di Scanzano Ionico.  E’ un viaggio di un’ora di macchina, ma per farlo a piedi ci vorranno dieci giorni,nei quali i protagonisti avranno modo di analizzare le loro vite e di fare scelte importanti. Alessandro Gassman,  nel film Rocco, interpreta la parte dell’attore di grande successo che lavora a Roma, mentre invece non riceve una parte da due anni, è di Max Gazzè, muto per tutto il film come un pesce, la canzone di chiusura nonché estratto dal suo nuovo cd Mentre dormi. Pappaleo, per la prima volta nei panni di regista è il preside della scuola di Maratea con la passione per la musica, Salvatore invece,alla chitarra, è uno studente di medicina che ha dimenticato di laurearsi e di innamorarsi, ma che durante il viaggio riuscirà a superare i suoi limiti e a salvare la vita ad un automobilista. Ai quattro si unirà poi una depressa giornalista bene interpretata da Giovanna Mezzogiorno che dovrà seguirli e riprenderli durante le loro peregrinazioni. Nel viaggio accadranno le più svariate vicissitudini che avranno come sfondo una regione abbandonata, povera, vecchia, bella. Dove neanche la mafia ha nessun interesse. Il viaggio si conclude davanti la piazza di Scanzano, dove l’esibizione è finita da ore. Superata la sconfitta iniziale,il gruppo inizia a suonare e cantare la loro migliore e più emblematica canzone: Basilicata on my mind…

Commedia divertente,picaresca,leggera e semplice che fa venir voglia di attraversare il mondo a piedi.

L.S.

Alice in the Wonderland 2: the revenge

InCostume&Società - Customs&Society, Recensioni e Cinema su marzo 12, 2010 a 6:18 pm

I saw Alice in Wonderland. First think to know: don’t expect the remake of the original movie or cartoon. It is not about that. It is Alice in the Wonderland ‘the revenge’! The plot is easier than the original one, colored with simple basic ideas which make the movie appealing to the broad public, both nerds of the cinema and not-intellectual youngsters, claiming for action and special effects.

3D round two I would say. After the pasta cooker Avatar (see article on this blog) we go to the phsicadelic Wonderland. It seems almost that the 3d is only used to make movies taking place in wonderlands, strange planets with strange creature fighting. Well, if we are going to use 3d in other movies, than this means that they need to find new ideas. I liked the movie, still only the first hour, with a great disappointment at the end. War, dragons and fights in a medieval style are not really what I imagined could happen in Alice’s wonderland. But still some of the characters are product of a genius, and Tim Burton is able to reproduce them quite well. With much more imagination and style than the creature found in Avatar (probably inspired by an Italian cartoon of the 90s). The hat-maker (Johnny Depp), the red queen and the crazy rabbit throwing mugs around are really good I believe. But stil the white queen, the dragon are out of context I think.

Well, vote 7.5 I would say. the special effects helped a lot, but I am still one of those who think that the original story is the best one!

See you

federico

Noi, bianchi morti

InCostume&Società - Customs&Society, Recensioni e Cinema su gennaio 23, 2010 a 2:13 pm

The second hand road è la storia di dove finiscono gli indumenti usati degli europei che vengono affidati ai cassonetti della solidarietà. Il film racconta il viaggio della maglietta n.10 del Football Club di Maschen (vicino ad Amburgo) appartenente a Felix , bambino tedesco di 10 anni , che finisce nel cassonetto per la raccolta di abiti usati. Contrariamente a quanto si pensa , i vestiti ricevuti dalle popolazioni africane  non sono donazioni. Gli abiti che depositiamo  nei cassonetti di Caritas , Croce Rossa e altre organizzazioni entrano in un ciclo commerciale molto lungo. Si inizia con l’azienda tedesca che raccoglie e smista gli abiti dei cassonetti arrivando a Lello , commerciante di Ercolano che fa da tramite con 21 paesi africani e che cerca di salvaguardare la sua attività dalle ingerenze della mafia. Ma la merce , una volta arrivata in Africa passa di mano in mano , comprata e rivenduta ancora molte volte arrivando in paesi sempre più piccoli e venduta all’asta. E’ così che la maglietta arriva a Lucky , bambino di 9 anni di uno sperduto villaggio della Tanzania. In alcuni paesi africani i vestiti usati costituiscono la prima voce di importazione ,  infatti il 90% della popolazione si veste di seconda mano. Li chiamano “I vestiti dei bianchi morti” perché in Africa é inconcepibile pensare di disfarsi di cose ancora utilizzabili a meno che non appartengano a un morto. Tutti indossano “mitumba”, abiti usati , perché sono di qualità superiore a quella che il paese può offrire. Tutto ciò avviene mentre i produttori cinesi tentano di ribaltare questa situazione introducendo sempre più vestiti nuovi a bassissimo costo , facendo concorrenza anche all’usato. Il film ha vinto il premio Legambiente e Cinemambiente 2006 , Globo d’oro 2004-2005.

L.S.

Avatar: cooking pasta in 3D

InCostume&Società - Customs&Society, Recensioni e Cinema su gennaio 14, 2010 a 8:17 pm

Dear friends

The last movie directed by Cameron is something innovative. For two reasons: first, it opens a new world on cinematographic special effects. The 3d animation is impressive and it makes the audience feeling like being within Pandora, in the middle of the battle, surrounded by strange creatures, flying plans and robots. If this movie was only about this, well, it was super-worthy to see it. It if was a NORMAL movie, empowered by 3D technology, well, it would have been a really bad idea to miss it. I believe this is the revolution of this move, the passage to the 3d screening, which pushes ahead social and technological evolution as did the invention of the TV machines and of the color-image.  Movies like this will probably be more and more common; televisions will integrate 3D technology and our children, or more likely their children, will have diarrhea and nausa forever using those strange glasses in their little rooms.

The second reason is the most important: Avatar 3D makes at the same time an incredible jump BACK in history of at least 20 years. The actual content of the movie is something prehistoric, obsolete and I would say, insulting the spectator, treating him like a stupid dude, without attention and capability to perceive complex plots. In other words, it would more interesting for all of us if I would tell you the (wonderful) story of making a plate of pasta and tomato sauce that this useless alien story. If a movie is made of content and images, well, this movie has demonstrated how it doesn’t really matter which balance you find between the two. Compensating no-content with an explosion of special effects seems to work as well, at least today, when our sensations are sleeping.

The story is nothing, and the few points which are used ‘to make’ the movie are actually recycled from other movies: and probably some of the worst movie never done. Dancing with the wolfs (this is actually a really good movie) gives the full story. If you swap the dog with a flying monster and the small guns with huge starships, avatar is quickly ready. Pocahontas is another example. As you see in the picture everything looks the same. But this is not all. In order to have a colossal, Cameron needed a huge amount of pure American nationalism! the revenge of the poor guy on a wheel chair (YES WE CAN walk again!!) is nothing else the further prove that if you want something you can obtain something (in a free country!). Also for these Cameron could choose among several movies. Independence day inspired clearly the final speech of the aliens, the patriot inspired the arrivals of the big animals in the last war (like the French allies coming during the war of independence in the States). Last but not least, the paramount of the squalor is reached when we assist to the (beginning fortunately) sex scene between the two blue aliens!

Well, you decide whether going…

Good luck

Fede

Rock will never die…

InCostume&Società - Customs&Society, Recensioni e Cinema su gennaio 4, 2010 a 7:58 pm

The boat that rocked (2009) Directed by: Richard Curtis

Yesterday I saw a movie. I was alone and outside was cold. Not a good day for a sad movie neither for a romantic slow one. The boat that rocked was the good one (in Italian: I love radio rock). A super good movie if you don’t want to concentrate too much on the plot but you don’t like anyway something to trivial and too easy to understand. Morevoer, a lot of music in it. The good music. Rock from the 60s 70s, led zeppeling, deep purple & co.

The story is easy and builds upon a true fact. During the 60s the rock n’roll was rising. But no radio was trasmitting such a cool music 24/7 in UK. The government (too caracatured in the movies) is too repressive and conservative. A bunch of very cool guys (stereotypes I would say) start a pirate radio on a boat in the North Sea. The movie is about the life on that boat, about the craziness of the philkosphy of sex, grugs and rock n’roll. Girls, lots of girls and friendship are the spices. And the incredible love for music. The story is about this. The Movie just give a picture of how innovative was that life style, through the eyes of a young guy just jumped on that boat. The movie is worthy to see especially for the last sketch. The most sexy character saying which is the trick for seducing too many girls….

Personal vote: 8

Check it out!

Fede

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