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150 Italia: il Made in Padania e la Terronia del Nord.

InTerritorio&Società - Territory&Society su marzo 16, 2011 a 8:46 pm

La Lega Nord è una contraddizione politica. Sembrano un branco di omaccioni che sputa nel piatto dove mangia. Criticano Roma e poi la colonizzano con i loro ministri, facendo il loro proprio banchetto politico. Criticano gli immigrati e poi li sfruttano e impiegano nelle loro piccole e medie imprese, prima di tutto agricole. Criticano il sud mafioso e poi non si accorgono di quanto il loro sistema Nord ne sia dipendente (gestione rifiuti, settore immobiliare, movida e sanità). Criticano l’europa e poi la usano come piattaforma di lancio dei loro prodotti made in italy (che non possono essere venduti solo nel mercato interno ovviamente). Infine, criticano l’Italia tutta ma ne sfruttano il valore. Il valore dell’entità Italia. Di quel singnificato e significante sul quale il nostro paese è stato costruito e per il quale esso è sopravvissuto fino a oggi. Cosa succederebbe se la parola Italia non esistesse?? Ve lo immaginate il turista Americano che dice:  questa estate mi regalo una vacanza in Padania, a mangiare una bella polenta. Domani mi compro una camicia ‘made in Padania’. Ieri sono andato in un ristorante Padano. E poi il sud come lo chiameremo? Terronia?? Lo stesso Americano (o turista straniero che sia): domani parte per un tour della Terronia! il paese del mare (ma non quello delle repubbliche marinare).

Se nonostante tutto l’Italia è un paese ricco, è solo grazie al fatto che si chiama ‘Italia’. L’Italia tutta, in quanto esistente, diviene un paese interessante, unico, assurdo, contraddittorio e quindi attrattivo, bello da vedere, interessante da scoprire, indagare, comprendere. La sua diversità, quella storica, politica, morfologica, economica è quello che la rende un ‘bel paese’. Il suo dinamismo sociale è ciò che l’ha resa quello che è. Il fatto che il sud è emigrato al nord, portando tutti i lati belli e positivi di una terra, quella del sud, che ha più valori che difetti. Ma anche il fatto che il Nord si è aperto al sud, contribuendo con il proprio modo di fare a rendere il meridione molto meglio di quello che sarebbe divenuto se fosse stato ancora terra spagnola (chi lo sa). L’Italia è divenuto un marchio carico di significato, che l’ha resa forte di fronte alla globalizzazione. Sia quella dei consumi e della promozione, ma anche quella della cultura. L’Italia è quella che ha educato i propri giovani alla diversità. A comprendere il valore dell’operarsi per ottenere qualcosa, un paese, la libertà etc….

Per questo è assurdo criticare l’Italia.  Chi lo fa dal didentro, non capisce che distrugge le proprie radici, e di conseguenza, si autodistrugge il proprio futuro. La Lega sembra patetica. Imbambola il proprio elettorato, facendogli vedere solo la punta del naso. Lo illude che il futuro dell’indipendentismo, federalismo, scissionismo saà meglio. No invece, tutto andrà peggio. I padani perderebbero valore diventando nientaltro che tanti piccoli imprenditori del made in Padania. E’ forse un giorno, gli svizzeri, i tedeschi, gli olandesi, gli scandinavi, li chiameranno Terroni.

Buon compleanno,

Federico

Bossi, il Dio di Pontida: i boxisti della Padania

InPolitica&Società - Politics&Society su giugno 20, 2010 a 10:25 am

A sentire come viene introdotto il successivo legista sul palco di Pontida mi sembra di essere di fronte ad un match di box. Lo speaker fomenta la folla, urlando il fantastico CV del legista di turno con una veemenza degna dei leader dei partiti nazionalsocialisti. Eccolo il prossimo gladiatore della guerra contro lo Stato romano, che come i vecchi imperatori, si è abbandonato al vizio, allo spreco. I leghisti hanno proprio un modello vincente. Di fronte alla politica intellettualoide e troppo distante, loro ci mettono quella del territorio, delle passioni, dei dialetti padani, vicini ai propri elettori. E come in un match di box, o, se volete, in un grande concerto pop, il leghista sul parco ringrazia i militanti nel ‘prato’. Grazie ai militanti leghisti, a quelli che (detto con parole mie) si fanno il culo ogni giorno per portare avanti il sogno di un partito che ha solo incubi, quelle facce scure e gialle dei poveri immigrati extracomunitari. Il leghista sul parco la dice chiara e lunga: non potrebbe esistere senza una vera schiera di militanti, che gli danno forza. I militanti che reincarnano l’aggressività contro l’immigrazione e lo stato centrale, e che come il dio di Feuerbach, trasferiscono il loro potere e le loro imperfezioni in una figura trascendentale ed immortale: il dio Leghista, Bossi. Il Dio leghista che ha tutta la forza dei militanti, della manovalanza del partito, di quelli che fanno il lavoro sporco (e che non ne traggono benefici) senza però averne i difetti. Il Bossi Dio del partito e della politica tutta. Il Dio che li ha fregati tutti andandosene a Roma per fare gli interessi di uno stato che poi non riconosce. Il Dio che sputa nel piatto dove mangia come farebbe un bambino stupido. Il Dio leghista che viene chiamato Segretario Federale, quando invece è il segretario nazionale (!!!). Il Dio Leghista che ha prodotto dalla sua costola il suo gioiello politico più prezioso, il pargolo leghista. A sua immagine e somiglianza, come sei il partito leghista contenga tratti di monarchia, dove il vero puro sangue, quello che può condurre la vera battaglia, sia quello del leader. Sembra di stare in un film a volte, dove due eserciti medioevali si confrontato l’un l’altro e dove il vero comandante è quello che sta di fronte a tutti gli altri, in prima linea. Chi ci perde in tutto questo? La politica e i militanti, che spendono soldi a comprare bandierine verdi e perdono il fegato ad arrabbiarsi con gli immigrati solo perché immigrati. Ci perde la politica dei contenuti, seria, e del futuro. La Lega la fa politica, ma quella dell’ognuno a casa sua, ognuno con i suoi problemi. Una politica che non regge nel mondo globalizzato ed in continua trasformazione. La mancanza di una visione di crescita e progresso è assente in tutti i partiti. E a Pontida, dove urlando vaffanculo e padania libera, questa visione è più che mai assente.

federico

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