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Facebook: la forza dei legami deboli, il paradosso dell’amicizia, la borsa, il lavoro..

InCostume&Società - Customs&Society su febbraio 16, 2012 a 4:49 pm

ll “paradosso dell’amicizia”

L’aveva teorizzato Scott Feld nel 1991 e oggi trova riscontro anche sul Social Network più diffuso. E’ il paradosso dell’amicizia, ovvero il fenomeno per cui le persone cercano di stringere amicizia con chi ha già molti amici. Chi inoltra una richiesta d’amicizia su Facebook ha sempre meno amici di chi la riceve. Il mistero è racchiuso proprio nel paradosso dell’amicizia: i solitari tendono a rimanere soli e i popolari tendono a diventare ancora più popolari, suscitando curiosità e voglia di aggregazione. La popolarità poi è direttamente proporzionale al numero e all’interesse che suscitano i suoi aggiornamenti di stato. E in questo sono più brave le donne: l’utente donna aggiorna in media il suo stato 11 volte al mese, mentre l’uomo solo 6.

La forza dei legami deboli

Alcuni sostengono che i social networks servano per condividere le informazioni degli amici con cui abbiamo legami forti, soffocando la diffusione di informazioni diverse. Invece, anche se le persone sono più propense a consumare e condividere le informazioni che provengono dai contatti stretti, la stragrande maggioranza delle informazioni proviene dai contatti dai legami deboli. Questo dimostra che i social network possono agire come un potente mezzo per la condivisione di nuove idee. Come aveva teorizzato il sociologo ed economista Granovetter nel 1973, si ha più probabilità di trovare un posto di lavoro tramite le reti sociali fatte di legami deboli, piuttosto che con le reti sociali fatte da legami forti. Poiché i legami deboli facilitano un flusso di informazioni da gruppi diversi di persone. Gli individui che interagiscono meno spesso tendono ad essere diversi e possono consumare le informazioni più eterogenee, aprendosi a nuove prospettive. Una ragione è che i contatti forti hanno maggiori probabilità di essere simili e quindi trovare contenuti condivisi dai loro amici più stretti. Si consideri un esempio ipotetico. Una persona ha100 contatti che sono amici con legami deboli, e 10 che sono amici con legami forti. Supponiamo che la probabilità che si condivide qualcosa è molto alta per gli amici dal legame forte, diciamo il 50%, ma gli amici con legami deboli tendono a condividere le cose meno interessanti, quindi anche la probabilità di condivisione è solo il 15%. Pertanto la quantità di informazioni diffuse a causa di legami deboli e forti sarebbero 100 * 0,15 = 15,e 10 * 0,50 = 5, rispettivamente, quindi in totale, la diffusione delle notizie passerebbe per la condivisione degli amici con legami deboli. La maggior parte delle informazioni che “consumiamo” su Facebook proviene da persone con prospettive, idee, interessi diversi. Questo può essere di conforto a coloro che pensano che i social network sono una semplice cassa di risonanza della vita reale, o peggio un pericolo per i rapporti umani “web 2.0 free”

Fig.1: L’impatto della condivisione tramite le amicizie con legami forti e deboli.

 

Facebook crea lavoro

In Italia Facebook genera un volume di affari di 2,5 miliardi di euro e col passare degli anni ha creato 35mila posti di lavoro. Deloitte, nel suo recente rapporto, dichiara che  sarebbero 232 mila i posti di lavoro fra aziende e indotto che Facebook avrebbe creato in Europa, con una ricchezza di 15 miliardi di euro. Il mondo Facebook è un microcosmo popolato da consumatori finali, partner commerciali, broker pubblicitari e consulenti. La socia­lità 2.0 ha por­tato con sé molti van­taggi sia per le per­sone sia per le aziende:

  • mag­giore visibilità
  • mag­giore con­di­vi­sione di informazioni
  • mag­giore velo­cità di condivisione

Fig.2: Facebook in Europa

Facebook in borsa

E’ prevista per maggio la quotazione in borsa di Facebook. Verrano messe in vendita azioni per un valore di 10 miliardi di dollari (Google che nel 2004 lanciò un’offerta pubblica iniziale di “soli” 1,9 miliardi di dollar). Nel giro di 8 anni, Facebook ha raggiunto una dimensione mondiale sorretta da numeri incredibili: quasi 845 milioni di utenti che ne fanno la terza “nazione” al mondo per numero di abitanti, 483 milioni di utenti attivi al giorno; una probabile capitalizzazione di mercato che si aggira tra i 90 e i 100 miliardi di dollari; 3,711 miliardi di entrate nel 2011 (1,974 miliardi di dollari nel 2010) con utile netto di 1 miliardo di dollari (606 milioni di dollari nel 2010).

Ma oltre ai dati finanziari ci sono anche altri numeri che fanno riflettere:  2,7 miliardi di “Mi piace” e di commenti giornalieri; 250 milioni di foto caricate ogni giorno; 100 miliardi di “amicizie” che intercorrono tra i suoi 845 milioni di utenti.

Questi numeri sono il vero capitale del social network . Il valore economico-finanziario di Facebook sono una conseguenza del suo successo sociale.

Quale sarà il mutamento che Facebook subirà per venire incontro alle esigenze degli investitori?

L.S.

12 e 13 giugno: il passato ha già perso.

InCostume&Società - Customs&Society su giugno 8, 2011 a 9:29 am

Il sorprendente divario tra media tradizionali e strumenti del web 2.0, sta negli ultimi tempi caratterizzando la politica italiana.

Quasi che il termine « media tradizionali  » sia divenuto per certi versi obsoleto e fuorviante giacché non è la tradizione né la storicità che lo differenzia, bensi la realtà dei fatti.

E la realtà dei fatti non é né tradizionale, né innovativa. E’ il presente.

Lo scandoloso silenzio delle televisoni sul referendum del 12 e 13 Giugno rappresenta un passato (in senso tradizionale) che si vorrebbe continuare a perpetuare.

Invece c’é Internet. Il web 2.0, i social media, la rete, il network, gli user generated content, il citizen journalism, rapidità nella diffusione delle notizie, contenuti che si basano sull’esperienza, interattività, multimedialità, trasparenza, persistenza, viralità. Si agisce attraverso quello che si scrive. Si scrive per far agire. Presente.

Il tormentone Pisapia ha fatto scuola. Una campagna elettorale completamente stravolta da un pubblico attivo, volenteroso che si mobilita e crea seguito, che diventa esso stesso realtà dei fatti. Presente.

Per il referendum del 12 e 13 giugno, a dispetto del silenzio “tradizionale”, il web si riempie di iniziative di informazione, provocazione, adesione, promozione finalizzate a trasformare un’opinione in azioni concrete. Capacità dei social network. Realtà dei fatti.

Centinaia di video, loghi, articoli, gruppi, associazioni, foto più o meno divertenti, eventi, testimonianze di personaggi noti… Presente.

In ogni caso il passato ha già perso.

 

L. S.

Nella rete della rete

InCostume&Società - Customs&Society su aprile 20, 2011 a 2:40 pm

Sul New York Times è stata pubblicata la mappa  “The money Network “,  un’infografica molto interessante che visualizza le relazioni delle quattro web company che hanno rivoluzionato la Rete e il modo di relazionarsi ad essa: Facebook, Linkedln, Twitter, Groupon e Zynga.

Il grafico mostra chi ha fatto investimenti, in quale società e di che tipo. E’ interessante notare come questa rete di imprese e investimenti giri sempre intorno a pochi grandi personaggi che passano da una web company all’altra con grande rapidità. In pratica tutti i più grandi investitori privati hanno quote delle più grandi società web.

“Silicon Valley is not only building and investing in social networks, it is an efficient network of relationships where each individual can be activated or brought into a deal with just a few e-mails or phone calls,” said Jeff Clavier, an investor who owns stakes in Twitter and Groupon. “That can be fascinating, or irritating, to watch for outsiders.” [E. M. Rusli, New York Times  7/04/2011]

[Per ingrandire, clicca sull'immagine]

Dick Costolo

Dick Costolo è il fondatore di Feedburner. Nata nel 2004 con lo scopo di mettere ordine l’enorme quantità di notizie provenienti dal web, offre feed RSS personalizzati per ogni utente e tools utili per la gestione di blog, podcast e quant’altro occupi uno spazio web. Nel 2007 Google, accorgendosi delle potenzialità di FeedBurner,  acquista la società per una cifra che si aggira intorno ai 100 milioni di dollari.

Biz stone

Christopher Isaac, più conosciuto come Biz Stone s è cofondatore e direttore creativo di Twitter.Ha inoltre partecipato al lancio di Xanga, una comunità di blog, Blogger, servizio di blogging attualmente gestito da Google, Odeo e Obvious.

Mark Pincus

Pincus è un’imprenditore più conosciuto come co-fondatore di Zynga, società specializzata in “online social games”. Pincus ha anche fondato Freeloader, Tribe Networks e SupportSoft. Tra i principali giochi di Zynga ci sono CityVille, FarmVille, Frontierville, Café World, Zynga Poker, Mafia Wars, Treasure Isle,  FishVille, PetVille e YoVille.

Owen Van Natta

Van Natta è attualmente il vice presidente e responsabile delle strategie di espansione del brand Zynga. Ha occupato numerose posizioni in diverse web company. Vice Presidente presso Amazon, Chief Operating Officer in Facebook, Chief Executive Officer Project presso Playlist e Chief Executive Officer per Myspace. Dal 2010 è in Zynga.

Marck Zuckerberg

Zuckerberg è il fondatore di Facebook, attualmente possiede il 23% delle quote della società. Nominato nel 2008 da Forbes “il più giovane miliardario del mondo”, è oggi l’amministratore delegato del gruppo. Nel 2010 il Time lo ha eletto “personaggio dell’anno”. Ad oggi Facebook è la società sulla quale si concentrano tutti i principali investimenti.

Sheryl Kara Sandberg

Classe 1969 e un curriculum da far paura. Vice Presidente delle vendite e delle operazioni online per Google. Chief of Staff per il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d’America sotto il Presidente Clinton. Board of Directors presso  Walt Disney Company, e presso Starbucks. E’ oggi Chef Operating Officer di Facebook.

Jeff Weiner

Dopo essersi occupato della leadership per Yahoo!, Weiner è oggi CEO di Linkedln, il social network lanciato nel 2003 che permette di costruire una rete professionale di contatti. Più di 100 milioni di utenti registrati che crescono ogni secondo, oltre 200 paesi , da gennaio ha ricevuto 103 milioni di dollari di investimento. Linkedln venne fondato da Reid Hoffman insieme ai membri del team di Paypal e Socialnet.

Andrew Mason

Groupon è una delle web company con la più alta crescita e capacità di monetizzazione degli ultimi anni. L’idea di Mason ha rivoluzionato le campagne marketing di piccole aziende con budget ridotti. Lanciata nel 2009, è oggi presente in più di 140 città in tutto il mondo con un fatturato di 500 milioni di dollari. In pochi mesi è riuscita ad avere una valutazione superiore a quella di You Tube (società di Google).

Sul sito www.marketvisual.com , digitando il nome dell’azienda o della persona, è possibile conoscere le relazioni che ha con le altre persone o aziende.

L.S.

Come rovinarsi la reputazione in 140 caratteri

InCostume&Società - Customs&Society su febbraio 28, 2011 a 2:37 pm

Proprio in occasione degli ultimi scontri che hanno coinvolto il nord Africa, ci siamo resi conto di quanto i Social media influiscano sui rapporti e gli equilibri sociali, politici oltre che personali.

Tanto che per reprimere la diffusione virale di messaggi e idee, il primo passo è sempre chiudere il contatore dei Social Network.

Il caso di questi giorni riguarda il fashion designer Kenneth Cole, stilista di Jessica Alba e Sharon Stone nonché brand di moda, profumi e accessori di New York.

Kenneth ha imparato a sue spese la potenza dei social media infangando la sua brand reputation con semplici 140 caratteri.

Per il lancio della sua collezione primaverile su Twitter, lo stilista ha approfittato della popolarità dell’hashtag #Cairo, per diffondere la sua pubblicità:

Cole

“C’è grande confusione al Cairo, alcune voci dicono che hanno saputo che la nostra collezione primaverile è in vendita online”

Le reazioni da parte del Social web non hanno tardato a frasi sentire e Cole è stato costretto a cancellare il suo tweet di pessimo gusto.

Troppo tardi.

L’ira dei twitters si era già scatenata: si contano più di 1500 retweet solo nella prima ora.

L’hashtag #Cairo è in questi giorni molto utilizzato per aiutare i movimenti democratici egiziani o semplicemente per avere informazioni aggiornate sulla situazione.

Cole ha successivamente chiesto scusa.

Ma le reazioni di sdegno si sono propagate velocemente invadendo anche la pagina Facebook di Cole Kenneth, dove sono arrivati oltre 500 commenti e post di insulti.

La forza del web è la sua viralità, la sua velocità di propagare notizie, idee, commenti che si ripercuotono sul mondo reale con una tale spontaneità da renderlo molto autorevole e difficilmente controllabile.

Un utente di Twitter ha applicato un adesivo del tweet in questione sulla vetrina di uno dei negozi della catena di Kenneth Cole.

Il tweet ha sconfinato il mondo del social web approdando sulle vetrine di New York con la conseguenza di essere visibile a tutti i passanti.

2.0 o no.

I social network non sono un posto per avvoltoi. Il caso di Kenneth Cole farà scuola nei prossimi anni.

L. S.

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