Mi stappo una birra e comincio a pensare.
Stasera, 30 maggio 2011 per la mia città è una data storica: dopo vent’anni al Cavaliere senza cavallo, al Mr. B., al Silvio nazionale, viene portata via la sua Milano, gli viene strappata dalle mani, sfuggevole tra le sue dita, come sabbia di mare. Passaggio di consegne: e sembra che quel miracolo cominci ad avverarsi.
Io sono nata e cresciuta li, in quella città che per tutti è sinonimo di grigio, cemento e spigolosità e ammetto che molte volte è stato, è, e sarà così; ma stasera no, stasera sento quell’appartenenza civile e cittadina, quella volontà di essere partecipi al cambiamento, calciando lontano la solita, asettica quotidiana indifferenza. Solo che tutto questo lo percepisco da Roma, – città adottiva da tre mesi - festeggiando a mio modo, seduta sui gradini della fontana di Piazza della Rotonda, meglio conosciuta come la ‘Piazza del Pantheon’.
Dal banchetto del PD, odori e musiche tipiche della più classica Festa dell’Unità; due ragazzi vendono spillette e bandiere; altri parlano di ‘vera rivoluzione’; migliaia di turisti ignari fotografano la maestosità che si ritrovano intorno; di un meraviglioso da bloccarti il respiro. E mi sento bene, nonostante non sia li adesso, nonostante sia lontana quei 700 km, nonostante sia viva altrove.
Roma è bella in modo assurdo; il suo centro storico è l’Arte. Mi piace paragonarla ad una bella donna, a cui non puoi chiedere di più che essere quello che appare. Sempre pronta a sfoggiare il suo profilo migliore, si distende su questa terra e dio solo sa da quanto tempo quelle mura, o chiese, o palazzi sono li. E quel modo tutto italiano di viversi la strada e la vita, mangiandoci e bevendoci sopra, rimandando meravigliosamente tutto a domani. E’ la vera antitesi di Milano, ma falsa nemica, perché gli opposti da sempre si attraggono; perché gli opposti, nella difficoltà del loro rapporto, molte volte si amano in silenzio, di nascosto, lontano da occhi indiscreti.
Sorseggio la mia birra gelata e alzo gli occhi; tutto quello che ho intorno è pura storia, pura magia. Se fossi rimasta a vivere a Milano, a quest’ora starei saltando con il mio mondo di gente intorno, con l’arancione negli occhi e l’euforia nelle intenzioni. Mi alzo dal gradino di quella fontana, mi avvicino alla musica e brindo con quei ragazzi alla mia città; anche da qui, se ci penso bene, questa serata non è poi tanto male.
Marta








