Premetto che secondo me il governo italiano deve trattare con tutti, con l’Iran e con la Russia, con la Svezia come con il Pachistan. E per trattare con un paese bisogna esercitare una certa sospensione del giudizio sulle questioni della sua politica interna. È stupido a parer mio andare in Cina a trattare accordi commerciali e poi fare la solita pagliacciata di fronte ai giornalisti per ricordare il Dalai Lama.
Trattare con Putin sui gasdotti e con Gheddafi sulle zone di pesca non dovrebbe però implicare un apprezzamento dei metodi di governo dei russi o dei libici. Il nostro grande Leader Presidente Berlusconi, tuttavia, la pensa diversamente (notare che il presidienzialismo in Italia è stato realizzato un po’ come le scuole dottorali: sono tutti dottori e tutti presidenti…). La visita del primo ministro russo a Lesmo, dove Berlusconi sta per aprire una Università del Pensiero Liberale, ci ha regalato un altro paio di perle nere del Nostro che non poteva perdere un incontro internazionale senza la comica di rito (impagabile quella su Lukashenko molto amato dai bielorussi “come dimostrano i risultati elettorali”).
Il tema dell’incontro fra Berlusconi e Putin era l’energia , il gasdotto Southstream e il nucleare che l’Enel sperimenterà in Russia (non bisogna dimenticare che l’Enel dispone già di centrali nucleari, in Spagna e in Slovacchia, a tecnologia americana in un caso e russa nell’altro). Berlusconi però ne ha approfittato per annunciare che sarà Putin a inaugurare con una lectio magistralis l’Università del pensiero liberale. Putin che, come Berlusconi aveva ricordato in altra occasione, “non è mai stato comunista” e che adesso brillantemente guida la Russia verso un futuro di democrazia.
Farebbe e in effetti un po’ fa ridere se non dimostrasse tragicamente la concezione del liberalismo che possiede Berlusconi: mettere il bavaglio ai media, fare un po’quel che gli pare e trionfare all’elezioni con almeno il 70%. Una (ennesima) riprova di queste tendenze, il Grande Leader ce la regala immeditamente, sulla questione del nucleare. Berlusconi lamenta la diffidenza degli italiani per il nucleare, ma ha già pronta la soluzione: una campagna Rai di “convincimento” sulle tante virtù dell’atomo…evviva la libertà di pensiero!
Ps: Berlusconi invoca l’esperienza francese. I francesi lungi dal combattere le centrali farebbero a gara per vedersele costruire in giardino, per i posti di lavoro che implicano. Le centrali poi sarebbero supersicure. In realtà la situazione è un po’ diversa: i francesi diffidano delle misure di radiottività ufficiali e i dati dei comitati civici si discostano sistematicamente da quelli del gestore delle centrali (trasparenza!). In quanto poi agli incidenti, microincidenti sistematicamente sottovalutati, si verificano continuamente nelle “sicurissime” centrali transalpine. In ogni caso, secondo l’Eurobarometro, solo il 12% degli Europei apprezzava l’uso dell’energia atomica nel 2006 (dal WSJ).
FD’O

