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Putin all’università del pensiero liberale?

InTerritorio&Società - Territory&Society su aprile 27, 2010 a 9:48 am

Premetto che secondo me il governo italiano deve trattare con tutti, con l’Iran e con la Russia, con la Svezia come con il Pachistan. E per trattare con un paese bisogna esercitare una certa sospensione del giudizio sulle questioni della sua politica interna. È stupido a parer mio andare in Cina a trattare accordi commerciali e poi fare la solita pagliacciata di fronte ai giornalisti per ricordare il Dalai Lama.

Trattare con Putin sui gasdotti e con Gheddafi sulle zone di pesca  non dovrebbe però implicare un apprezzamento dei metodi di governo dei russi o dei libici.  Il nostro grande Leader Presidente Berlusconi, tuttavia, la pensa diversamente (notare che il presidienzialismo in Italia è stato realizzato un po’ come le scuole dottorali: sono tutti dottori e tutti presidenti…). La visita del primo ministro russo a Lesmo, dove Berlusconi sta per aprire una Università del Pensiero Liberale, ci ha regalato un altro paio di perle nere del Nostro che non poteva perdere un incontro internazionale senza la comica di rito (impagabile quella su Lukashenko molto amato dai bielorussi “come dimostrano i risultati elettorali”).

Il tema dell’incontro fra Berlusconi e Putin era l’energia , il gasdotto Southstream e il nucleare che l’Enel sperimenterà in Russia (non bisogna dimenticare che l’Enel dispone già di centrali nucleari, in Spagna e in Slovacchia, a tecnologia americana in un caso e russa nell’altro). Berlusconi però ne ha approfittato per annunciare che sarà Putin a inaugurare con una lectio magistralis l’Università del pensiero liberale. Putin che, come Berlusconi aveva ricordato in altra occasione, “non è mai stato comunista” e che adesso brillantemente guida la Russia verso un futuro di democrazia.

Farebbe e in effetti un po’ fa ridere se non dimostrasse tragicamente la concezione del liberalismo che possiede Berlusconi: mettere il bavaglio ai media, fare un po’quel che gli pare e trionfare all’elezioni con almeno il 70%.  Una (ennesima) riprova di queste tendenze, il Grande Leader ce la regala immeditamente, sulla questione del nucleare. Berlusconi lamenta la diffidenza degli italiani per il nucleare, ma ha già pronta la soluzione: una campagna Rai di “convincimento” sulle tante virtù dell’atomo…evviva la libertà di pensiero!

Ps: Berlusconi invoca l’esperienza francese. I francesi lungi dal combattere le centrali farebbero a gara per vedersele costruire in giardino, per i posti di lavoro che implicano. Le centrali poi sarebbero supersicure. In realtà la situazione è un po’ diversa: i francesi diffidano delle misure di radiottività ufficiali e i dati dei comitati civici si discostano sistematicamente da quelli del gestore delle centrali (trasparenza!). In quanto poi agli incidenti, microincidenti sistematicamente sottovalutati, si verificano continuamente nelle “sicurissime” centrali transalpine. In ogni caso, secondo l’Eurobarometro, solo il 12% degli Europei apprezzava l’uso dell’energia atomica nel 2006 (dal WSJ).

FD’O

Un positivo sforzo comune

InPolitica&Società - Politics&Society su febbraio 22, 2010 a 9:02 pm

Cari Amici

Sono più che contento di aver accesso un mini dibattito sulla questione Sanremo. Dopotutto la musica è una cosa gioiosissima e Sanremo ci permette di parlare di cose molto più profonde sotto questo sfondo di leggerezza…Uno dei commenti che abbiamo ricevuto mi ha fatto riflettere profondamente. Il The Social Mirror fino a questo momento ha seguito una linea piuttosto chiara: cercare di commentare con occhio critico le notizie che ci vengono proposte dai media. Commentare in modo critico tuttavia ha solo parzialmente a che fare con il criticare. Il criticare, da criticoni, è piuttosto una riflessione che assume una direzione inversamente proporzionale alla notizia. Mi spiego. Se la notizia è ‘oggi c’è il sole’ un criticatore (o criticone) potrebbe affermare ‘non credo o non è del tutto vero’ mostrando una certa ‘mancanza’ o ‘lacuna’ nella prima affermazione. Un commento critico invece potrebbe dire ‘oggi c’è il sole, esatto, ma domani non ci sarà, oppure, perché c’è un passaggio di bassa pressione. Si aggiunge qualcosa all’affermazione. Tutti e due i metodi sono legittimi a mio parere, anche perché a volte si parla di affermazioni non semplici come ‘oggi c’è il sole’ ma piuttosto controverse come per esempio ‘gli immigrati non devono votare’ (ne potrei trovare mille altre).

Detto questo, il mio tentativo di oggi, il primo nella comunque brevissima storia di vita del Social Mirror sarà quello di dare a voi la parola su una questione che mi intriga moltissimo (e sulla quale ho parecchie idee che però non svelo per il momento).

Quali i punti positivi della politica italiana?

Leggo un articolo di Asor Rosa, pubblicato il 21 febbraio 2010 sul Manifesto. In Italia c’è una situazione che definirei di emergenza politico sociale. La corruzione, furbizia e mediatizzazione della nostra classe politica non è altro che il riflesso istituzionale della realtà sociale in cui siamo. Quest’ultima è una composizione di individualità, che assieme formano una massa, che, nel loro piccolo universo domestico e professionale, riproducono le sembianze della società, e della politica. Un’affermazione non da poco. Mi sono un po’ scioccato a dire il vero, pur senza essere completamente contrario a ciò che è scritto. Chi si salva?? Secondo l’autore resistono gli organismi di forza legittima (polizia, giustizia etc..), parte dei sindacati (che parte?) e soprattutto una fetta dei non rappresentati, gli outsider delle istituzioni (quanti? chi? i movimenti?).

Sembriamo proprio messi male. Quello che vi chiedo è di fare uno sforzo collettivo (il primo in circa due mesi di lettura) e di cercare, anche con due parole, di scrivere (come commento) quello che secondo voi è la parte sana, funzionante e perché no efficace delle nostre istituzioni politiche. Unica regola del gioco è rimanere all’interno di questo perimetro delle istituzioni politiche, cioè della politica parlamentare, dei partiti, delle campagne elettorali. Di cose buone ce ne devono essere, sicuro, altrimenti non avremmo scelto il sistema di governo democratico sul quale la politica italiana esiste. VI PREGO quindi di aiutarci nella lista di queste cose positive…..

A voi la parola!

Saluti

Fede

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