Ieri la serata é iniziata con una di quelle presentazioni che ti fanno sorridere, ralegrare, distrarre ma anche riflettere.Uno di quegli speaker adatti a TED, dove le idee sono profonde ma popolari, innocenti ma radicali, locali e allo stesso tempo globali. Una serata di idee, avute da tanti giovani, integrati in un dibattito globale ed in una rete internazionale di contatti. Una massa critica che trasforma il mondo senza che nessuno se ne accorga. I rivoluzionari digitali del 21esimo secolo. Loro, noi, siamo come i manifestanti in piazza contro la guerra in vietnam, con la differenza che la nostra manifestazione non si manifesta, ma ha luogo online, attraverso la connessione internet. Non ha spazialitá o geografia, ed é per questo pervasiva e sostenibile, resistente alle critiche, e soprattutto personalizzabile da parte di tutti gli individui. Qui vi propongo una lista di blogs, interessanti, sul tema della cittá e della qualitá della vita urbana. Perché sono questi blog che diventeranno i veri consulenti del futuro.
Tutto inizia con Copenhagenize, uni di quei siti semplici e visuali. Da 5 o 6 anni sta cambiando il mondo e nessuno si spiega perché. Il potere di una bella foto, di una donna in bici con una gonna, che apre la mente sul ruolo delle due ruote nella qualitá della vita delle nostre cittá. Non a caso inzia copenhagen, una cittá che intelligentemente ne ha fatto un brand, un marchio da esportare. Amsterdamize lo segue a ‘ruota’, portando il marchio nella capitale del ciclismo urbano. Forte del successo, i loro fondatori hanno sviluppato un altro concetto piú popolare, che combina fashion e stile di vita. Cyclechic é diventato un brand, una sorta di franchising digitale, con la differenza che non si devono pagare diritti di nessun tipo.
Sono geniali. La serata continua con una carrellata di siti interessanti, Creative Applications, una sorta di spazio digitale per scoprire e rigenerare idee geniali da tutto il mondo. E renderle libere nella rete. Poi si passa ad Urban Shit, un sito semplice ed in tedesco che ha conquistato il mondo per aver rappresentato l’uso libero e creativo dello spazio urbano. Uno di quei siti che ti fa capire come la cittá sia un foglio bianco da riempire con la pratica quotidiana dei cittatini. E che é bello vivere la cittá anche se fatta di cemento e parcheggi. Friends of friends (anche tedesco) ha invece capito che la cosa piú bella ed interessante delle cittá sono le molteplici storie di vita dei sui cittadini. E le mette con modestia in rete, valorizzando in modo intelligente il desiderio universale di conoscere le storie di vita altrui. Con lo sfondo delle cittá, perché la cittá ci condiziona in modo incredibile. Il tipo, giovanissimo, che ha fondato UrbanTimes é geniale e divertente. E’ manda un messaggio molto semplice. La rete riflette la cittá, le cittá riflettono la rete. Se una non ci piace l’altra é un mezzo per cambiarla. Una cittá migliore necessita di una connessione internet migliore e di migliori contenuti. Una cittá veramente democratica non puó che essere connessa. L’autore di Sex, Blog and Rock n’Roll, ci spiega come diventare bloggers in 5 mosse. Il punto é, secondo me, trovarsi una nicchia e mandare post frequentemente, regolarmente. Purtroppo non ci riesco con il Social Mirror al momento
. Il CEO di Philips Urban Living, con il proprio opposableplanet, infine ci ricorda che tutto questo ha un valore economico e non é un gioco. Che c’é un tessuto economico pronto ad investire se necessario e che vede il blogging come la nuova frontiera (ed il nuovo mercato) della comunicazione.
Questo per dirvi di stare conessi e di scoprire come le idee sono li ma vanno colte al volo. Questo per ricordare ai nostri politici italiani che i veri consulenti per una cittá migliore sia noi.
a presto
federico


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