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	<title>The Social Mirror</title>
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	<description>Opinioni ed interventi in costruzione</description>
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		<title>The Social Mirror</title>
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		<title>De Magistris, Beppe Grillo e i Meetup: chi sono, da dove vengono e che fanno (parte I)</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 16:40:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cari Amici, oggi uno speciale su Grillo e i movimenti di quello che qualcuno ha definito antipolitica. Ringrazio il caro amico Mattia per aver pubblicato parte della sua tesi sull&#8217;argomento. Per chi volesse citarlo vi prego di usare il seguente riferimento: Fadda M. (2012) “Abbiamo scassato. L’antipolitica alle urne. Il caso di Luigi de Magistris” Tesi di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1110&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Amici, oggi uno speciale su Grillo e i movimenti di quello che qualcuno ha definito antipolitica. Ringrazio il caro amico Mattia per aver pubblicato parte della sua tesi sull&#8217;argomento. Per chi volesse citarlo vi prego di usare il seguente riferimento: Fadda M. (2012)<strong> “</strong>Abbiamo<em> scassato. L’antipolitica alle urne. Il caso di Luigi de Magistris” Tesi di Master in “Relazioni istituzionali, lobby e comunicazione d’impresa” .</em></p>
<p>L’incontro di de Magistris con Beppe Grillo ed il movimento che si raduna intorno al suo blog, nasce proprio dalla periferia, grazie alla mobilitazione del Meetup catanzarese a sostegno del pm nei giorni del minacciato trasferimento da Catanzaro. Il primo incontro pubblico fra il magistrato napoletano e il comico genovese avverrà solo in seguito, a Strasburgo, il 13 Novembre 2007, al Parlamento europeo. Insieme a Marco Travaglio e Beppe Grillo, ospiti del parlamentare europeo Idv Giulietto Chiesa, il magistrato terrà il suo primo incontro pubblico. Il fatto che un tale incontro avvenga proprio in quel luogo ed in compagnia di Grillo, Travaglio e un parlamentare Idv non può certamente apparire un caso, se pensiamo, infatti, che saranno questi i compagni di viaggio (e quello il luogo) che accompagneranno de Magistris fino alla sua candidatura a sindaco di Napoli.</p>
<p><a href="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/05/grillo-demagistris.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1111" title="grillo-demagistris" src="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/05/grillo-demagistris.jpg?w=604&h=468" alt="" width="604" height="468" /></a></p>
<p>L’incontro con Beppe Grillo nasce dalla periferia ma si consolida in una conoscenza personale. E’ lo stesso de Magistris a parlare della sua amicizia con Grillo e della loro frequentazione. L’incontro politico, invece, si estrinseca nella solidarietà del comico genovese per il pm e le sue battaglie. Un legame che esprime proprio sui temi della giustizia e soprattutto sull’attacco (e l’insulto) alla <em>casta. </em>Infatti Il 28 Gennaio 2009 in piazza Farnese a Roma, avrà luogo la “manifestazione per la giustizia”, a cui parteciperà lo stesso Grillo, oltre a Marco Travaglio e Antonio Di Pietro (ma non de Magistris). Un presidio indetto per opporsi alla minaccia di trasferimento del Csm nei confronti del procuratore capo di Salerno Luigi Apicella e dei suoi sostituti, a seguito della cosiddetta “guerra fra procure”.</p>
<p>Perciò Grillo sosterrà de Magistris attraverso la sua presenza a manifestazioni pubbliche, mettendogli poi a disposizione spazi filmati ed interviste all’interno del suo frequentatissimo blog. De Magistris diverrà in poco tempo uno dei beniamini del “popolo” che utilizza il portale di Beppe Grillo come piattaforma di discussione e di coordinamento delle numerose iniziative locali di protesta. Ma l’apice del sodalizio si tocca già il 25 Aprile 2008, quando a Torino, si terrà il V2-Day e de Magistris si collegherà via Skype con la piazza festosa. Grillo presenterà de Magistris come “un combattente” e lo ringrazierà semplicemente per il fatto “di esistere”. Il pm ricambierà ringraziando il comico, “un amico”, per l’opera che compie e le battaglie che fa. Un legame, quello fra i due tribuni dell’antipolitica, che si esprimerà nell’appoggio  di Grillo e del suo movimento (allora il blog e i Meetup) alla candidatura a parlamentare europeo di Luigi de Magistris nel 2009. L’affermazione elettorale di de Magistris, entrato in lista come “candidato indipendente della società civile”, sarà incredibile. Candidato in ogni circoscrizione otterrà 415 mila preferenze (135 mila nella circoscrizione <em>Sud,</em> superato solo da alcuni candidati di Pd e Pdl) e, secondo solo a Berlusconi e davanti allo stesso Antonio Di Pietro (fermo poco sotto le 400 mila). Il contributo elettorale di Grillo e del suo movimento sarà, se non determinate, comunque piuttosto significativo. Sarà lo stesso de Magistris nel ringraziare Beppe Grillo  (attraverso un video postato sul suo blog) a riconoscere l’importanza del ruolo giocato dalla rete, da facebook e dal blog stesso nel rendere possibile la propria elezione. Ringrazierà i Meetup e “anche quelle persone che all’interno dei Meetup non hanno avuto l’elasticità mentale di comprendere come questo fosse un progetto che può cambiare l’Italia”. Il legame di de Magistris con Grillo sembra davvero solido. Lo stesso de Magistris attribuirà anche al numero altissimo di preferenze ricevute, la sua stessa elezione a presidente della Commissione Controllo Bilancio del Parlamento europeo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/thesocialmirror.wordpress.com/1110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/thesocialmirror.wordpress.com/1110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/thesocialmirror.wordpress.com/1110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/thesocialmirror.wordpress.com/1110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/thesocialmirror.wordpress.com/1110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/thesocialmirror.wordpress.com/1110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/thesocialmirror.wordpress.com/1110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/thesocialmirror.wordpress.com/1110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/thesocialmirror.wordpress.com/1110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/thesocialmirror.wordpress.com/1110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/thesocialmirror.wordpress.com/1110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/thesocialmirror.wordpress.com/1110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/thesocialmirror.wordpress.com/1110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/thesocialmirror.wordpress.com/1110/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1110&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>De Magistris, Beppe Grillo e i Meetup: chi sono, da dove vengono e che fanno (parte II)</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 16:31:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Contro ogni pronostico il sodalizio fra i due durerà meno di un anno. Infatti il primo aprile del 2010 sul blog del comico genovese compare un post molto critico nei confronti del parlamentare europeo. L’affondo di Grillo è sintetizzato bene dalle sue parole: “Luigi de Magistris è stato eletto con i voti dell&#8217;Italia dei Valori [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1107&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Contro ogni pronostico il sodalizio fra i due durerà meno di un anno. Infatti il primo aprile del 2010 sul blog del comico genovese compare un post molto critico nei confronti del parlamentare europeo. L’affondo di Grillo è sintetizzato bene dalle sue parole: “Luigi de Magistris è stato eletto con i voti dell&#8217;Italia dei Valori e del blog. L&#8217;obiettivo era di avere un eurodeputato a Bruxelles e non in televisione. (…) E&#8217; stato eletto come indipendente e poi ha preso la tessera IDV. Parla a nome del MoVimento 5 Stelle senza averne l&#8217;autorità (…)“. L’attacco di Grillo &#8211; che forse origina da indiscrezioni sul mal celato desiderio del’ex-pm di porsi a capo del movimento grillino &#8211; è violento e diretto. Grillo ripudia de Magistris, ne stigmatizza l’assenteismo da Strasburgo e Bruxelles, ne sottolinea il presenzialismo televisivo, mentre chiarisce l’assoluta autonomia del movimento (soprattutto il MoVimento 5 Stelle, neonata costola politico-elettorale del blog) contro il tentativo di farsene interprete nella dialettica politica. La lacerazione è tanto profonda quanto inaspettata. Il disorientamento dei tanti frequentatori del blog è totale. Chi tanto aveva sperato nel magistrato napoletano e nella sua capacità di rappresentarne le istanze legalitarie e palingenetiche anche dentro le istituzioni così vituperate, ora è costretto (da Grillo) a ricredersi. Per comprendere il disorientamento è sufficiente leggere i numerosissimi commenti (2058!) dei frequentatori del blog al post incriminato. C’è chi asseconda immediatamente il leader  e scarica de Magistris e chi, invece, ne critica l’aggressività e l’isolazionismo, parteggiando per l’ex-pm, ricordandone il valore e la rappresentatività.</p>
<p>La risposta di de Magistris non si farà attendere e arriverà attraverso un’intervista concessa ad AP-com. Rinnovando ironicamente la sua amicizia e la sua stima per Beppe Grillo, il parlamentare europeo Idv accusa il comico di agire in modo elitario per rimanere confinato in una nicchia e potersi ricavare un posto al sole, invoca rispetto per il suo “elettorato” e per il popolo viola. Infine richiama tutti, movimenti, società civile e la parte sana dei partiti a fare fronte comune contro il sistema corrotto ed il berlusconismo.</p>
<p>Assistiamo perciò ad una nuova rottura, ancora più sensazionale della precedente. Ma a differenza di quella con Pecora e AT, da questa lacerazione derivano implicazioni politiche più rilevanti.  La radicalità dei toni con cui Beppe Grillo attacca de Magistris sottende sicuramente una mal cela una ferita narcisistica del comico genovese nei confronti del parlamentare europeo. Ma sbaglieremmo se intendessimo ricondurre la lacerazione ad un semplice screzio fra “prime donne”. La critica è mirata, e riguarda l’atteggiamento con cui de Magistris brandisce il consenso ricevuto (cioè la legittimità) per svolgere “solo” l’attività specifica si parlamentare europeo per partecipare, invece, al “teatrino” politico nazionale. Grillo intende così dare un avvertimento, per riaffermare l’irriducibilità del suo movimento alle pratiche e alle logiche partitiche e, in vero, a tutte quelle traiettorie evolutive e forme organizzative che non originino dalla sua stessa visione e si allontanino così dal suo controllo. Tra l’altro è probabile che Grillo proprio in quel frangente temporale stesse pensando alle elezioni politiche del 2013 come approdo per le proprie liste a 5 stelle. Progetto che per ragioni strategiche ed elettoralistiche non può in alcun modo contemplare <em>annacquamenti</em> o concorrenza tematica e organizzativa con gli altri attori della sinistra politica.</p>
<p><a href="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/05/grillo_de_magistris.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1108" title="MONNEZZA DAYBeppe Grillo incontra il pm Luigi De Magistrisph . Ciro Fusco" src="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/05/grillo_de_magistris.jpg?w=604&h=378" alt="" width="604" height="378" /></a></p>
<p>Ciò che intendiamo qui sostenere è che Beppe Grillo è stato il primo ad accorgersi, e quindi ad opporsi, alle velleità politiche e alle ambizioni personali di de Magistris. Progetti e ambizioni che, allora come oggi, vanno ben al di là di un ruolo da gregario da giocare in periferia o all’ombra di altri leader. Come già avvenne in occasione dello scontro con Aldo Pecora, de Magistris si batte per screditare l’accusatore al fine di affermare la propria autonomia. La rottura con Grillo segna la seconda repentina svolta politica in una carriera nata da appena due anni.</p>
<p>Luigi de Magistris brucia le tappe. In poco meno di due anni assistiamo al secondo riposizionamento politico e all’ennesima ridefinizione nella sua immagine complessiva di uomo politico. Viene ora messa in secondo piano la battaglia culturale a favore della legalità, mentre il tema principale diventa la costruzione dell’alternativa al berlusconismo. Lo spazio in cui giocare le proprie carte non è più la rete (che ora diventa strumento del consenso e non rifermento costante dell’azione politica); e neanche le istituzioni europee sembrano interessare granché Luigi de Magistris. Ora l’attenzione è rivolta alla politica nazionale e al circuito dei media tradizionali, forse perché più inclini alla personalizzazione e alla spettacolarizzazione della competizione politica. Gli strumenti utilizzati sono quelli più classici: il partito, le alleanze e i media mainstream. Il cambiamento è quindi radicale e repentino, troppo evidente perché Beppe Grillo non se ne accorga e se ne risenta. A questo punto resta solo da domandarci cosa sia rimasto a Luigi de Magistris dell’incontro con Beppe Grillo. Innanzitutto il legame con quel popolo del blog che almeno in una certa misura si era schierato in sua difesa al tempo della rottura. Militanti che sapranno appoggiarlo al secondo turno delle elezioni napoletane nonostante il duro affondo di Grillo alla vigilia delle elezioni.Rimane poi una particolare attenzione alle potenzialità della rete e dei social media. Un <em>know how</em> e una sensibilità che de Magistris utilizzerà con grande profitto nella campagna elettorale per diventare sindaco di Napoli. Infine, ad accumunare i due leader rimane la feroce retorica antipolitica, caratterizzata da un forte spirito polemico e dalla costruzione manichea del nemico politico.</p>
<p>Mattia</p>
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		<title>Il Movimento a cinque stelle: la politica dell&#8217;anti-politica fatta da non-politici.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 10:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tunion84</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica&Società - Politics&Society]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari Amici non sono un tecnico e non sono neanche in possesso di una panoramica complessiva dei risultati elettorali dielle amministrative dello scorso fine settimana. Ma vorrei comunque condividere la mia opinione su quello che é appena successo. I media sono giá pieni di dichiarazioni che acclamano alla &#8216;rottura&#8217; politica che si é appena creata, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1104&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Amici</p>
<p>non sono un tecnico e non sono neanche in possesso di una panoramica complessiva dei risultati elettorali dielle amministrative dello scorso fine settimana. Ma vorrei comunque condividere la mia opinione su quello che é appena successo. I media sono giá pieni di dichiarazioni che acclamano alla &#8216;rottura&#8217; politica che si é appena creata, con solotti e talk show che come al solito inventano teorie politiche istantanee sulla base di dati essenzialmente parziali (non tutti i comuni hanno votato) raccolti in circostanze particolari (la crisi economica). Tali conclusion sono essenziali: tendenza negativa della partecipazione al voto, caduta della Lega, incertezza e a tratti disfatta del PDL, timida perdita di voti del PD e soprattutto una grande vittoria dei Grillini. Il movimento a cinque stelle é il protagonista di queste elezioni amministrative, con una risultato che per molti era inaspettato.</p>
<p>Due sono i punti interessanti secondo me. Primo, il movimento a cinque stelle rappresenta una forma di partecipazione politica a mio parare transitoria. E&#8217; espressione di una confusione totale dell&#8217;elettorato di fronte ad una contingenza storico-economica per la quale non ci sono soluzioni chiare. I Grillini non sono un partito e difficilmente potranno prendere decisioni valide per sostenere le nostre cittá. Sono un movimento politico &#8216;di processo&#8217; piuttosto che di contenuto. Si organizzano attorno ad una critica valoriale ed etica della democrazia e dei suoi strumenti diretti, i partiti. Una critica imperniata su un&#8217;ipotesi specifica, quella che il buon processo possa inevitabilmente generare buone decisioni. Il civismo di cui si fanno paladini i Grillini é quello dell&#8217;uomo comune, quello della strada, il precario e il giovane, attento alla vita quotidiana. Importanti valori ma che purtroppo non si differenziano nella loro logica dalla forma piú tradizionale dei partiti che conosciamo. La Lega é nata da una simile matrice (il movimento Lombardo dei piccoli e medi imprenditori). Il PdL reclama simili origini nel tessuto delle piccole e medie &#8216;partite iva&#8217; dell&#8217;itala e dell’uomo che si è fatto da solo. I partiti che chiamiamo classici sono il precipiptato di questi movimenti, come se la loro evoluzione fosse determinata da un processo che dal &#8216;movimento&#8217; porta successivamente al &#8216;partito&#8217;. La componente transitoria dei Grillini é proprio in questo processo, ed é per questo insostenibile nel lungo periodo. In altre parole, Grillo dovrá fare i conti con la questione organizzativa del movimento molto presto, a meno che siamo tutti cosí ingenui da pensare che le cittá siano una questione puramente &#8216;locale&#8217; (non mi dilungo su questo punto).</p>
<p><a href="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/05/beppe-grillo-movimento-cinque-stelle.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1105" title="beppe-grillo-movimento-cinque-stelle" src="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/05/beppe-grillo-movimento-cinque-stelle.jpg?w=604&h=378" alt="" width="604" height="378" /></a></p>
<p>In secondo luogo, il movimento a cinque stelle rappresenta un paradosso interessante. Da un lato la partecipazione rilevata al voto cala, proporzionalmente alla disaffezione politica generale della gente. Dall&#8217;altro, il movimento dei Grillini rappresenta un desiderio di elettorato passivo impressionante. Guardando il manifesto elettorale del movimento a 5 stelle di Jesi (17% al momento) notavo che sono tutti ragazzi visti per strada, persone che conosco, che avrei potuto incontrarev al bar il giorno prima. I miei simili. Sembra ci sia una corsa alle liste, in cui tutti i cittadini vogliono essere direttamente coinvolti in politica. L&#8217;aspetto piú interessante é per me questo: il fatto che i cittadini vogliano essere direttamente partecipi alla &#8216;politica&#8217; invece di partecipare alla &#8216;scelta dei politici&#8217; o anche invece di partecipare alle &#8216;decisioni politiche&#8217;. La retorica di Grillo si arricchisce di riferimenti alla democrazia deliberativa, alla partecipazione e alla consultazione degli abitanti. Ma va tenuto presente che queste forme di &#8216;inclusione politica&#8217; non si riferiscono originariamente alla traduzione della societá civile in movimenti politici eletti. La partecipazione é uno strumento (che dovrebbe essere imposto a volte) della politica per il raggiungimento di decisioni migliori, ma non si deve confondere con l&#8217;elettorato passivo. Il rischio teorico é la confusione tra emozioni, desideri e localismi della societá civile con la politica del governo delle cittá. Un&#8217;esperienza dai risvolti ideologici imprevisti, soprattutto in periodi di crisi.</p>
<p>Ultimo interessante punto: l&#8217;Italia si conferma un paese diviso. Eravamo divisi territorialmente, poi lo fummo elettoralmente e ideologicamente  (tra i partiti), poi economicamente (tra regioni). Ora lo siamo anche amministrativamente, sballotatti tra una politica incomprensibile dei tecnocrati a livello nazionale e uin’amministrazione popolare dei non-tecnici a livello locale. Intermezzata dalle incrostazioni partitiche regionali di stampo tradizionale, molto piú forti secondo me di quelle nazionali (un allenamento al federalismo?). Sono curioso di vedere come l&#8217;ANCI si porrá di fronte ai tecnici, e come (e se) la politica locale e processuale dei grillini si possa strutturare in politica di rinnovamento nazionale. Perdonatemi lo scetticismo di questi mesi, ma non credo purtroppo.</p>
<p>Federico</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/thesocialmirror.wordpress.com/1104/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/thesocialmirror.wordpress.com/1104/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/thesocialmirror.wordpress.com/1104/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/thesocialmirror.wordpress.com/1104/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/thesocialmirror.wordpress.com/1104/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/thesocialmirror.wordpress.com/1104/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/thesocialmirror.wordpress.com/1104/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/thesocialmirror.wordpress.com/1104/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/thesocialmirror.wordpress.com/1104/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/thesocialmirror.wordpress.com/1104/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/thesocialmirror.wordpress.com/1104/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/thesocialmirror.wordpress.com/1104/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/thesocialmirror.wordpress.com/1104/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/thesocialmirror.wordpress.com/1104/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1104&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Di Noi Tre, De Carlo: Parole da regalare</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 22:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tunion84</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni e Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea De Carlo]]></category>
		<category><![CDATA[Di noi tre]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ incredibile come, a distanza di molti anni, un libro possa finalmente apparire chiaro; nei suoi mille aspetti, mille sfaccettature, mille angoli bui e nascosti. La scrittura apparentemente semplice cela, in realtà, una moltitudine di significati ed emozioni che alla fine scopri portartele addosso da sempre. Di noi tre non è un romanzo popolare. Andrea [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1094&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ incredibile come, a distanza di molti anni, un libro possa finalmente apparire chiaro; nei suoi mille aspetti, mille sfaccettature, mille angoli bui e nascosti. La scrittura apparentemente semplice cela, in realtà, una moltitudine di significati ed emozioni che alla fine scopri portartele addosso da sempre.<br />
<em>Di noi tre</em> non è un romanzo popolare. Andrea De Carlo ha scritto altro, è conosciuto per tanto altro. Ma ricordo che afferrai distratta questo libro, che giaceva tra molti suoi, un pomeriggio di Ottobre in Piazza Cadorna a Milano dove questa specie di tendone bianco, tipico di una qualche fiera, si confondeva con il cielo.</p>
<p><a href="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/05/copertina.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1095 aligncenter" title="copertina" src="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/05/copertina.jpg?w=98&h=150" alt="" width="98" height="150" /></a></p>
<p>Se mi venisse chiesto di raccontarlo in due parole, apparirebbe a dir poco banale; lui ama lei ma lei ama il migliore amico di lui. A dire il vero, non esiste nulla di più difficile e coinvolgente del narrare di un’amicizia e di un amore, soprattutto quando l’una si fonde con l’altro, cancellando ogni sorta di confine e certezza. Misia, Livio e Marco sono quello che a me piace definire il vero senso della vita, fatto di condivisioni forti, di conoscenza profonda, di passi falsi e mani sempre tese verso la comprensione.<br />
Livio è l’amicizia, quella parola leggera e spontanea che ti descrive alla perfezione e ti ricorda il motivo per cui sei al mondo. E’ la consapevolezza di poter Essere, sentendoti libero di giocare e piangere contemporaneamente, esser serio o ubriacarti di vino.<br />
Marco è la passione, un pugno nello stomaco. E’ quell’estro devastante che ti trascina fino al punto più basso, senza nessuna razionalità. Felicità assoluta ed inferno camminano su un’unica linea retta e fermare il loro viaggio è quasi impossibile.<br />
Misia è l’amore, il perno intorno al quale tutto ruota. Un concentrato di bellezza, intelligenza  e fragilità che nascondono un mistero. Impossibile percorrere questa strada senza rimanerne affascinati e, per certi versi, intrappolati.<br />
Insieme danno vita ad un’esistenza colma di significati, costellata di viaggi e cambi di rotta continui. Da una frizzante Milano degli anni settanta, fino ad arrivare in Sud America. Ecco lo scenario dentro il quale queste tre vite si intrecciano e si strecciano.</p>
<p><a href="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/05/partire.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1096" title="partire" src="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/05/partire.jpg?w=100&h=150" alt="" width="100" height="150" /></a></p>
<p>Quello che però ritorna prepotente è il significato della parola <em>lontananza,</em> che da un certo punto in avanti diventa palpabile e quasi protagonista della storia. Distanti, silenziosi e persi nelle proprie diversissime esistenze, tuttavia i <em>tre</em> non sono mai del tutto estranei, mai del tutto distaccati, mai del tutto lontani. Quello che hanno costruito e quello che loro <em>sono</em> nel momento della separazione, è il frutto di un rapporto che non può che tendere all’infinito, talmente intenso da non potersi sgretolare, nemmeno sotto una montagna di mutismo, di difficoltà di comunicazione, di incertezze ed errori passati che a lungo andare, come accade nella vita reale, cambiano forma alle relazioni.</p>
<p>Questo libro mi ridona uno slancio ed un pensiero perso: al di là di tutto e tutti, dobbiamo essere ancora in grado di ascoltare la voce della nostra sincerità e lasciarci trasportare altrove, anche fisicamente se necessario, verso ciò che amiamo. Sia questo un solo, piccolo passo o un lunghissimo viaggio in macchina verso nord.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://the-social-mirror.com/2012/05/05/parole-da-regalare/"><img src="http://img.youtube.com/vi/8TyRHj4Ag34/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Marta</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/thesocialmirror.wordpress.com/1094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/thesocialmirror.wordpress.com/1094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/thesocialmirror.wordpress.com/1094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/thesocialmirror.wordpress.com/1094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/thesocialmirror.wordpress.com/1094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/thesocialmirror.wordpress.com/1094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/thesocialmirror.wordpress.com/1094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/thesocialmirror.wordpress.com/1094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/thesocialmirror.wordpress.com/1094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/thesocialmirror.wordpress.com/1094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/thesocialmirror.wordpress.com/1094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/thesocialmirror.wordpress.com/1094/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/thesocialmirror.wordpress.com/1094/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/thesocialmirror.wordpress.com/1094/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1094&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Campionato Serie A: Qual è il vero Napoli?</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 14:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tunion84</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Campionato Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il campionato di Serie A sta per lanciare la volata conclusiva. Juventus e Milan si giocheranno lo scudetto, mentre c’è grande bagarre per agguantare il terzo posto, ultimo utile per l’accesso alla prossima Champions League. Una delle candidate a ricoprire questa carica è il Napoli, una squadra che già l’anno scorso chiuse terza ma che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1090&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il campionato di Serie A sta per lanciare la volata conclusiva. Juventus e Milan si giocheranno lo scudetto, mentre c’è grande bagarre per agguantare il terzo posto, ultimo utile per l’accesso alla prossima Champions League. Una delle candidate a ricoprire questa carica è il Napoli, una squadra che già l’anno scorso chiuse terza ma che quest’anno sta vivendo una stagione indecifrabile. A settembre dopo i sorteggi per i gironi di Champions, il Napoli sembrava già spacciato: girone terribile con Bayern Monaco, Manchester City e Villareal, troppo forti per una squadra praticamente all’esordio nell’Europa che conta. Eppure, nonostante tutti i pronostici contrari, gli azzurri hanno tenuto un passo straordinario che ha permesso loro di piazzarsi al secondo posto, ottenendo la qualificazione agli ottavi. Risultato sensazionale vista la rosa a disposizione e la mancanza di esperienza in campo internazionale.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/04/logo_ssc_napoli.png"><img class="size-thumbnail wp-image-1091 aligncenter" title="logo_ssc_napoli" src="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/04/logo_ssc_napoli.png?w=150&h=120" alt="" width="150" height="120" /></a></p>
<p>In campionato intanto si alternano buone prestazioni (su tutte il 3-1 al Milan o il 3-0 all’Inter a San Siro) a disfatte inaspettate. La pausa invernale ricarica le pile dei giocatori del Napoli, che con una buona serie di risultati risalgono fino ai limiti della zona Champions. Intanto nel doppio confronto con il Chelsea arriva una terribile beffa: dopo il 3-1 straordinario al San Paolo, che forse illude giocatori e tifosi, arriva la sconfitta ai supplementari a Stanford Bridge che elimina Lavezzi e compagni nonostante un cammino fino a quel momento entusiasmante. Da questo momento si spegne la luce: Mazzarri non riesce a dare la carica giusta ed il morale è sotto i tacchi. Fatto sta che il Napoli crolla anche in campionato, ed invece di dare la zampata che sarebbe potuta valere una nuova esperienza in Champions League, arrivano due punti nelle ultime cinque partite e ben tre sconfitte consecutive. La fortuna è che anche le altre squadre in lotta per la massima competizione europea fanno a gara a chi perde di più, ed il Napoli si trova ancora a soli tre punti dal terzo posto occupato attualmente dalla Lazio. Inoltre c’è ancora da giocare contro la Juventus una finale di Coppa Italia che, per quanto snobbata dalle big e dai media, è pur sempre un trofeo che rende felice i tifosi.</p>
<p>E allora qual è il vero Napoli? Quello che ha incantato in Europa, sconfiggendo squadroni come Manchester City e Chelsea e fermando sul pareggio il Bayern Monaco, o quello che viene massacrato in casa dall’Atalanta? La risposta è forse “tutti e due”. Nel senso che una squadra come il Napoli ha gli uomini contati che quando si esprimono al 100% possono battere chiunque. Ma quando vengono sottoposti a partite continue, la benzina prima o poi finisce e con lei anche i risultati. Il presidente De Laurentiis quindi, da uomo estremamente ambizioso qual è, deve assolutamente agire con intelligenza nel prossimo mercato: i gioielli (Lavezzi, Hamsik e Cavani) non devono partire, ma invece che seconde linee come accaduto la scorsa estate, devono essere affiancati da campioni affermati e di esperienza che possano contribuire a sistemare una difesa ballerina ed un centrocampo disastroso. Solo a questo punto il Napoli potrà ambire ad un’impresa europea e ad un campionato da protagonista.</p>
<p>Jacopo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/thesocialmirror.wordpress.com/1090/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/thesocialmirror.wordpress.com/1090/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/thesocialmirror.wordpress.com/1090/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/thesocialmirror.wordpress.com/1090/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/thesocialmirror.wordpress.com/1090/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/thesocialmirror.wordpress.com/1090/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/thesocialmirror.wordpress.com/1090/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/thesocialmirror.wordpress.com/1090/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/thesocialmirror.wordpress.com/1090/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/thesocialmirror.wordpress.com/1090/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/thesocialmirror.wordpress.com/1090/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/thesocialmirror.wordpress.com/1090/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/thesocialmirror.wordpress.com/1090/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/thesocialmirror.wordpress.com/1090/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1090&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Obrigada: emozioni dal Portogallo</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 20:06:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tunion84</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territorio&Società - Territory&Society]]></category>
		<category><![CDATA[Lisbona]]></category>
		<category><![CDATA[Porto]]></category>
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		<category><![CDATA[Viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è una frase che torna precisa a ronzare nella testa mentre, spostando lo sguardo sui vetri della mia finestra italiana, la pioggia lava via questa settimana di ritorno: Vivemos tantos anos a falar pela calada. Só se pode querer  tudo quando não se teve nada. Quello che mi porto via dal Portogallo è la sua [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1067&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è una frase che torna precisa a ronzare nella testa mentre, spostando lo sguardo sui vetri della mia finestra italiana, la pioggia lava via questa settimana di ritorno:</p>
<p style="text-align:center;"><em>Vivemos tantos anos a falar pela calada. Só se pode querer  tudo quando não se teve nada. </em></p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://the-social-mirror.com/2012/04/14/obrigada/"><img src="http://img.youtube.com/vi/KpFEn24TyuA/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Quello che mi porto via dal Portogallo è la sua umiltà. Una terra semplice, piccola e forte nello stesso tempo. Geograficamente in Spagna; culturalmente, mai così lontana da essa. E’ bello perdersi con lo sguardo tra quei  paesaggi desolati, mentre il treno ti culla da Lisbona a Porto. Nuvole basse, stracolme di pioggia e ombre, accompagnano distese di campi non coltivati, un lago enorme, qualche casa rurale abitata e alcuni uliveti. Nulla di più. Dicono che i portoghesi siano grandi fabbricatori di scarpe. Nemmeno più di Porto &#8211; il vino &#8211; da quando la produzione si è spostata quasi tutta in Galizia, Spagna. Insomma, si produce poco e si esporta ancora meno e il tutto è molto, molto palese.<br />
Mi immagino d’improvviso l’Italia; come ad ogni fermata di treno ti passano davanti cento comuni, cento città più o meno grandi; e ancora coltivazioni, serre, fabbriche, ponti, fiumi, laghi, mari e montagne.  Ad ogni fermata di treno la vita umana è presente, esiste e si percepisce nel bene e, molte volte, nel male. Seduta su quel treno portoghese ho avuto la netta sensazione di essere sola, quelle vedute ed io, nonostante viaggiavo in una carrozza stracolma di persone e il buio cominciava ad assalire il finestrino.</p>
<p>Il primo bar di Lisbona non si scorda mai. Non scorderò mai gli odori, la luce del pomeriggio che lucidava il pavimento e lo sguardo intenso del barista mentre gli chiedevo se, per favore, potevo parlargli spagnolo. Non scorderò mai quella sensazione di essere stata catapultata – a sole tre ore di aereo e ottanta euro &#8211; negli anni sessanta, con quei tavoli di legno e marmo, ognuno con il proprio posacenere di vetro lavorato; con quel bagno nei sotterranei e senza lavandino, perché quello è ovviamente al piano terra, di fianco al bancone. Fuori sulla piazza, tavolini in ferro stracolmi di sedie, gente che urla, fuma e beve di tutto. Quel cameriere che entra ed esce sicuro nella sua divisa bianca e nera, con il suo modo ordinato e serio di fare le cose, a ricordarti che lui è li da sempre e sempre lo troverai li.</p>
<p><a href="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/04/lisbona2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1076" title="lisbona" src="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/04/lisbona2.jpg?w=604" alt=""   /></a></p>
<p>A Porto invece quello che resta negli occhi è l’immenso Ponte Luiz I, che sembra quasi la Torre Eiffel distesa a dormire. Collega il quartiere centrale della Ribeira a Gaia, l’altra parte del fiume Douro, che di notte è talmente scuro da mettere quasi paura. Ma Porto non è assolutamente il suo centro, non è il percorso turistico delle botteghe di vino e non è la sua apparente ricchezza, quella classica dei <em>souvenirs</em> ammassati sotto una tenda, ma è, nella sua essenza più profonda, tutto quello che le gira intorno. Svicolando per le sue vie ti stupisce la decadenza delle case, moltissime diroccate e disabitate, i colori di <em>quel che resta</em> delle ceramiche sui muri. Quegli onnipresenti  gabbiani che dal mare arrivano ovunque, anche in piena periferia, una mattina uggiosa quando decidi di uscire da sola per andare in un bar a prenderti un <em>carioca</em>, tipico caffè portoghese.</p>
<p><a href="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/04/porto2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1077" title="porto" src="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/04/porto2.jpg?w=604" alt=""   /></a></p>
<p>Ringrazio perciò il Nord del Portogallo, perché mi ha permesso di assaporare una realtà lontana dal turismo di massa, ma fatta di parchi, ponti romani e fontane di acqua calda.<br />
Ringrazio Lisbona perché, seppur breve, l’incontro con lei rimane una delle emozioni più forti.<br />
Ringrazio la musica portoghese, Sergio Godinho e l’atmosfera che può creare.<br />
Ma al di là di quello che si può visitare o imparare di un paese straniero, sono solo ed unicamente le persone che fanno la vera differenza. Per questo ringrazio una per una le anime che ho incontrato, uomini che mi hanno ricordato la bellezza e il valore dei gesti semplici. Uomini che hanno aperto la porta di casa e, con estrema naturalezza, hanno fatto entrare un cuore sconosciuto mostrandogli, senza convenzioni o falsificazioni, la parte più appassionante della loro terra: la gente. Ringrazio infine la mia macchina fotografica e il suo pensate obiettivo, ma soprattutto il mio collo, che l’ha sorretta solennemente tutti i giorni, per dieci giorni.<br />
Sono sicura, lo rifarebbe ancora.</p>
<p><a href="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/04/collage-portogallo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1079" title="collage Portogallo" src="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/04/collage-portogallo.jpg?w=604&h=483" alt="" width="604" height="483" /></a></p>
<p>Marta</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/thesocialmirror.wordpress.com/1067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/thesocialmirror.wordpress.com/1067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/thesocialmirror.wordpress.com/1067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/thesocialmirror.wordpress.com/1067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/thesocialmirror.wordpress.com/1067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/thesocialmirror.wordpress.com/1067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/thesocialmirror.wordpress.com/1067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/thesocialmirror.wordpress.com/1067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/thesocialmirror.wordpress.com/1067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/thesocialmirror.wordpress.com/1067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/thesocialmirror.wordpress.com/1067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/thesocialmirror.wordpress.com/1067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/thesocialmirror.wordpress.com/1067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/thesocialmirror.wordpress.com/1067/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1067&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le politiche economiche: un appello alle città e alla geografia.</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 08:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tunion84</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territorio&Società - Territory&Society]]></category>
		<category><![CDATA[Città]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Economiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici il Mirror è rimasto dormiente per un mesetto purtroppo e me ne dispiaccio. E’ la conseguenza di impegni pregressi della redazione combinati all&#8217;assenza di notizie interessanti da commentare nell&#8217;attualità Italiana. Questo mese è riassumibile in tre righe: la politica italiana si riduce sempre più a quella interna ai partiti (Bossi&#38;Co), le politiche italiane [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1058&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici</p>
<p>il Mirror è rimasto dormiente per un mesetto purtroppo e me ne dispiaccio. E’ la conseguenza di impegni pregressi della redazione combinati all&#8217;assenza di notizie interessanti da commentare nell&#8217;attualità Italiana. Questo mese è riassumibile in tre righe: la politica italiana si riduce sempre più a quella interna ai partiti (Bossi&amp;Co), le politiche italiane contro lo crisi si riducono ad una riforma arrangiata del mercato del lavoro, il target della politica italiana rimangono i ceti medio bassi, ed i soggetti della politica italiana rimangono i soliti sopravvissuti di un neo-corporativismo ormai in decadenza, la cui eredità è quella che Regini ha chiamato in altre occasioni &#8216;seclusa microconcertazione&#8217; tra poteri forti, primi fra tutti il governo, i sindacati e gli industriali. Non stupisce che l&#8217;accordo raggiunto protegga di fatto i soggetti lavoratori già inclusi ed integrati nel processo produttivo, mentre riduca ulteriormente le speranze di piena integrazione economica di noi giovani.</p>
<p>Rischiando di sembrare un po’ autoreferenziale ed un po’ fuori luogo, desidero fare una critica inusuale. Soffro profondamente (ormai da giorni) una mancanza della geografia nella politica italiana nei tempi di crisi. Cerco una politica spaziale contro la crisi, un appiglio territoriale alle riforme di questo paese ed un tentativo, almeno minimo, di gestire la crescita tramite una organizzazione del territorio nazionale e non tramite sconnesse politiche più o meno effettive come quella sulle Smart Cities (focalizzate sull’uso delle ICTs nella gestione dei servizi) o sulla pedalata contromano nelle carreggiate per le auto (assurdo ma vero). Non vorrei auto-elogiare l&#8217;ampia categoria di cui faccio parte (urbanisti, pianificatori, sociologi urbani e quant&#8217;altro) ma non posso esimermi dal notare che in Italia, a livello nazionale così come a livello subnazionale (regioni), e città e la gestione del territorio non vengono quasi mai considerati una politica di sviluppo economico. Si tende a polverizzare la politica urbana in politica abitativa, ambientale, infrastrutturale o multiculturale senza però carpirne il valore aggiunto per lo sviluppo economico e produttivo (in termini anche quantitativi di GDP) del nostro paese. Attenzione, non sto parlando di &#8216;fare cassa&#8217; tramite la gestione del suolo, cioè di rinforzare quelle pratiche di svendita in cambio di oneri per investimenti. Assolutamente no. Parlo del valore aggiunto ed indiretto che una buona gestione delle città, della coabitazione urbano e rurale, abitativo ed industriale può effettivamente apportare alla performance economica del nostro paese: in gergo tecnico alla &#8216;competitività economica&#8217; a livello internazionale.</p>
<p>Lo sanno tutti ormai, a partire dalle teorie sulle world and global cities, l&#8217;economia globale è stata ormai identificata come una rete, composta da nodi di livello internazionale e subnazionale (si pensi al ranking delle global cities di Taylor). I nodi di questa rete sono i punti focali dove la ricchezza immateriale della finanzia precipita e si traduce in ricchezza materiale e dove trovano sfogo gli effetti socio-economici sia negativi che positivi  (dal benessere alla polarizzazione sociale). Tali nodi sono fortemente connessi e allo stesso tempo in competizione tra di loro. Competono per investimenti altamente mobili, volatili. Questi investimenti hanno effetti diretti sulla strutturazione della domanda e dell&#8217;offerta di lavoro nelle città, e indirettamente negli equilibri socio-economici delle regioni di cui quelle città sono capitali. In un recente articolo Colin Crouch e Patrick LeGalés (ma anche tanti altri) hanno recentemente ridimostrato che sono questi nodi che determinano le sorti economiche degli Stati, i cosiddetti &#8216;national champions&#8217;. Si tratta di uno scenario condiviso con sospetto dal sottoscritto, dati gli effetti di polarizzazione socio-economica e territoriale che ha. I perdenti della TAV (la Val di Susa), attraversati da uno di questi assi di connessione tra nodi globali (Torino, Lyon) ne sanno qualcosa. Tuttavia, bisogna riconoscere che la crescita non può essere scissa dalla geografia.</p>
<p><a href="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/04/ec_serv.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1059" title="ec_serv" src="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/04/ec_serv.jpg?w=604&h=418" alt="" width="604" height="418" /></a></p>
<p>Il mio è un appello alle città per risolvere la questione lavorativa. Non all&#8217;articolo 18. Aumentare la capacità attrattiva di centri urbani e produttivi importanti dovrebbe essere la priorità per incrementare l&#8217;offerta di lavoro. Risolvere la questione del mismatch geografico tra domanda e lavoro (la forza lavoro giusta nel posto giusto) è una priorità per ridurre i costi infrastrutturali e sociali della crescita. Concentrare le risorse, sempre più scarse, e specializzare le economie locali è una necessità per ottimizzare qualsiasi tipo di politica economica. Questa è una delle lezioni che abbiamo tratto dall&#8217;esperienza produttiva dei distretti industriali della terza Italia, dove la concentrazione geografica di imprese specializzate in un preciso settore aumentava il raggio internazionale di azione. Ma mi riferisco anche all&#8217;importanza della tutela dell&#8217;ambiente, della gestione degli usi del suolo, una pratica importantissima per rendere il landscape una risorsa per la crescita. Le imprese internazionali decidono di aprile i loro headquarters dove i loro dipendenti possono trovare un contesto vivibile, pulito e dinamico. Inoltre, le aree verdi sono produttive se protette e se gestite in maniera razionale, con una ottimizzazione della produzione agricola, un uso ricreativo delle zone periurbane (industria in crescita) e ovviamente con un&#8217;attenzione alla politica energetica (si pensi agli incentivi per pannelli solari e agli effetti che hanno sul recupero urbano). Ultimo ma altrettanto fondamentale, la questione abitativa. Il governo Monti non parla di casa, pur sapendo che la casa, quella abbordabile, è fondamentale per alleggerire i costi sociali del lavoro, per aumentare la capacità di spesa delle famiglie ed in ultimo per permettere una distribuzione più flessibile della forza lavoro in base all&#8217;offerta  (città più creative, città più industriali etc&#8230;). La mobilità si fa anche con l&#8217;immobile.  La crescita non è questione astratta o burocratico-normativa, la viviamo e sosteniamo tutti i giorni nelle nostre città.</p>
<p>A presto</p>
<p>Federico</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/thesocialmirror.wordpress.com/1058/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/thesocialmirror.wordpress.com/1058/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/thesocialmirror.wordpress.com/1058/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/thesocialmirror.wordpress.com/1058/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/thesocialmirror.wordpress.com/1058/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/thesocialmirror.wordpress.com/1058/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/thesocialmirror.wordpress.com/1058/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/thesocialmirror.wordpress.com/1058/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/thesocialmirror.wordpress.com/1058/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/thesocialmirror.wordpress.com/1058/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/thesocialmirror.wordpress.com/1058/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/thesocialmirror.wordpress.com/1058/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/thesocialmirror.wordpress.com/1058/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/thesocialmirror.wordpress.com/1058/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1058&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Adios Lucio</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 22:10:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tunion84</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume&Società - Customs&Society]]></category>
		<category><![CDATA[funerali]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Dalla]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>

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		<description><![CDATA[Credo non ci sia niente di più bello e appagante che ricordare, quando tutti sembrano aver dimenticato. Per questo motivo mi alzo decisa dalla sedia e mi avvicino allo stereo: play. Le note che rimbombano nella stanza del mio appartamento nascono da un cd che si chiama ‘Dalla’, capolavoro della musica italiana che comincia con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1046&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo non ci sia niente di più bello e appagante che ricordare, quando tutti sembrano aver dimenticato.<br />
Per questo motivo mi alzo decisa dalla sedia e mi avvicino allo stereo: <em>play</em>. Le note che rimbombano nella stanza del mio appartamento nascono da un cd che si chiama ‘Dalla’, capolavoro della musica italiana che comincia con una canzone che difficilmente, chi apprezza il genere,  ignora.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://the-social-mirror.com/2012/03/15/adios-lucio/"><img src="http://img.youtube.com/vi/hnC6E5EomI8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>A salutare per l&#8217;ultima volta Lucio Dalla c’era un paese intero raccolto in una piazza, un intreccio di persone e di vite presenti per un unico motivo comune: ringraziare. Potrà sembrare un po’ banale, ma non lo è affatto e forse, dopo tanto tempo, l’Italia si è ritrovata finalmente insieme ed unita senza il classico motivo della protesta, senza gridare allo scandalo delle ingiustizie sociali, senza manifestare un dissenso.  La politica non c’entra più, il tecnicismo lo lasciamo, per un secondo, da parte:<br />
‘[…]quando mi sono innamorato di mia moglie alla radio passavano <em>Cara</em>/ quando mi sento persa ascolto <em>Com’è profondo il mare </em>e capisco di non essere sola/mia figlia avrei voluto chiamarla <em>Futura.’<br />
</em>Sembrava quasi di sentirli i pensieri della gente, sovrapposti gli uni sugli altri, mentre la bara scivolava lenta tra la folla commossa. Mi hanno scosso profondamente le immagini del funerale di Dalla, un po’ come se ci fossi stata anche io in mezzo a loro. In più, rimango sempre molto colpita dall’aggregazione ‘spontanea’ della gente. Buon segno: al di là delle motivazioni concrete, siamo ancora capaci di esserci.</p>
<p><a href="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/03/dalla.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1047" title="dalla" src="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/03/dalla.jpg?w=604" alt=""   /></a></p>
<p>Lucio Dalla era un personaggio curioso ai miei occhi, un buffo signore dall’aspetto semplice e coinvolgente che giocava con la sua voce e la mimica del volto, come nessun altro. Da lui ho imparato la prima vera regola di un buon attore: comunicare. Sempre, a tutti i costi e con qualunque mezzo. Comunicare l’emozione.<br />
Era un grandissimo musicista, come pochi ce ne sono rimasti, che univa il suo straordinario lato cantautorale e popolare con un raffinatissimo jazz di clarinetto.<br />
Era un poeta vero &#8211; parole vive le sue – da leggere o cantare. Sicuramente da tenersi vicino, ognuno accanto alla propria vita, come un tesoro appena scovato. L’arte, quella vera, è così: ti cattura, ti scuote e ti abbandona, per poi ritornare puntuale negli istanti quotidiani, quando tutto sembra proiettato altrove. Allora canticchio <em>cosa sarà che ti fa comprare di tutto anche se è di niente che hai bisogno</em>, e non me ne rendo davvero conto di quanto abbia vissuto insieme a me.<br />
La verità è che lui c’era e c’era sul serio. Bastava una musicassetta &#8211; in seguito un cd &#8211; e te lo portavi in giro per la città questo piccolo uomo, o nelle parti più bizzarre del mondo che tanto amava e tanto raccontava. Lui ha sempre cantato di noi e adesso io, a modo mio, canto di lui.</p>
<p>A modo mio…</p>
<p><a href="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/03/lucio-dalla.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1048" title="lucio-dalla" src="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/03/lucio-dalla.jpg?w=604" alt=""   /></a></p>
<p>Marta</p>
<p><em><br />
</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/thesocialmirror.wordpress.com/1046/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/thesocialmirror.wordpress.com/1046/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/thesocialmirror.wordpress.com/1046/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/thesocialmirror.wordpress.com/1046/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/thesocialmirror.wordpress.com/1046/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/thesocialmirror.wordpress.com/1046/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/thesocialmirror.wordpress.com/1046/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/thesocialmirror.wordpress.com/1046/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/thesocialmirror.wordpress.com/1046/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/thesocialmirror.wordpress.com/1046/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/thesocialmirror.wordpress.com/1046/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/thesocialmirror.wordpress.com/1046/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/thesocialmirror.wordpress.com/1046/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/thesocialmirror.wordpress.com/1046/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1046&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Cosa Metto in Tavola: Harvard sulla Carne Rossa</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 12:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tunion84</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume&Società - Customs&Society]]></category>
		<category><![CDATA[Carne Rossa]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni è stata ripresa da molti giornali la notizia di uno studio realizzato dalla Scuola di Medicina di Harvard sulle conseguenze di un’alimentazione di carne rossa, basato su un campione di 120.000 persone seguite per 28 anni. Le conclusioni a cui sono arrivati i ricercatori è che l’uso continuo di carne rossa aumenta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1042&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni è stata ripresa da molti giornali la notizia di uno studio realizzato dalla Scuola di Medicina di Harvard sulle conseguenze di un’alimentazione di carne rossa, basato su un campione di 120.000 persone seguite per 28 anni. Le conclusioni a cui sono arrivati i ricercatori è che l’uso continuo di carne rossa aumenta del 13% la probabilità di avere un cancro e che si passa al 20% nel caso di carne trattata, come pancetta, salsicce o hamburger.</p>
<p>I risultati di questo studio non fanno altro che confermare quanto detto da altri ricercatori che sostenevano come i vegetariani rischiassero meno, oppure dei problemi vascolari connessi all’uso di carne. Gli studiosi di Harvard sottolineano come una dieta più equilibrata, con pesce, carni bianche e legumi, possa ridurre tale probabilità. Non è quindi un caso che, verso la metà del secolo scorso, lo studioso americano Ancel Keys notasse la bassa incidenza di malattie vascolari nei popoli mediterranei, e diede il merito all’alimentazione variegata priva di grassi saturi (di cui sono ricchi carni rosse, latte e derivati) passata alla storia col nome di ‘dieta mediterranea’. Nella dieta mediterranea cereali, frutta, verdura e legumi sono alla base. Seguono poi latte, pesce e animali da cortile, ad esempio pollame e conigli, e solo alla fine, nella punta della piramide, troviamo le carni rosse. Keys in seguito si trasferì a Pioppi, provincia di Salerno, dove campò per 100 anni.</p>
<p>A chi si interessa di problematiche ambientali la notizia della presunta pericolosità delle carni potrebbe risultare una bella notizia pur riconoscendo la drammaticità di tali studi. Gli allevamenti rappresentano uno dei settori con più alta produzione di gas serra (18% di gas serra prodotti al mondo, fonte FAO). Sembrerà curioso ma i bovini con la bocca e col sedere producono grosse quantità metano. Letame e urine sono poi una grossa fonte di metano e ammoniaca, e se applicati in quantità considerevoli sul terreno, possono provocare problemi al terreno e contaminare risorse d’acqua.</p>
<p><a href="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/03/157.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1043" title="157" src="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/03/157.jpg?w=604&h=453" alt="" width="604" height="453" /></a></p>
<p>Se qualcuno pensi che l’elenco finisca qui rimarrà purtroppo deluso. Una delle maggiori cause del disboscamento in atto nei polmoni verdi del mondo, vedi la foresta amazzonica, è dovuta alla necessità di coltivare foraggi (17% delle emissioni mondiali di gas serra sono dovuti a cambi nell’uso della terra, fonte IPCC). Un bovino è infatti un vero e proprio esempio di improduttività, ci vogliono dieci razioni di cibo per avere una razione di carne. In pratica potremmo sfamare dieci persone al prezzo di un pasto di carne rossa (per il maiale il fattore di conversione è circa la metà, per il pollame circa un quinto). Tutto questo perché la domanda di carne è ormai alle stelle e gli allevamenti sono diventati fabbriche di carne, dove mangimi, importati da paesi lontani, hanno sostituito l’erba dei pascoli. Per tanti anni le mucche hanno trasformato l’erba, l’unica cosa che cresceva in regioni piovose e in terre incolte, in latte e carne, ma oggi l’abuso di carne, in aggiunta alla sfrenata cementificazione, rendono i paesi non più autosufficienti, e quindi sterminate pianure sono dedicate alla coltivazione di mangimi quali soia e mais. Il risultato è una preoccupante riduzione della biodiversità, un aumento delle emissioni di gas serra, un eccessivo inquinamento di terreni e acque.</p>
<p>Con questo non vorrei spingervi a consumare meno carne o a diventare vegetariani (notare che anche il consumo massiccio di latte e formaggi andrebbe ridotto), ognuno fa ciò che si sente di fare. Ma forse ora, dopo l’ennesimo studio realizzato ad Harvard, atteggiamenti più virtuosi non saranno dettati da scelte altruistiche ma da puro e semplice amor proprio. Non è che di ciò ci si debba rallegrare, anzi, ma forse pian piano capiremo che il benessere nostro passa per il benessere dell’ambiente circostante.</p>
<p>Stefano</p>
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		<title>Il movimento No-TAV: perchè è destinato a fallire?</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 12:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tunion84</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territorio&Società - Territory&Society]]></category>
		<category><![CDATA[No-TAV]]></category>
		<category><![CDATA[TAV]]></category>
		<category><![CDATA[Val Di Susa]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari Amici La conversazione tra il manifestante No-TAV e il celerino ha fatto il giro del mondo. Il suo successo mediatico non è semplicemente dovuto alla crudeltà verbale esercitata da un individuo su un altro, entrambi impotenti di fronte a quello che sta accadendo, ne è dovuto alla banalità degli insulti espressi, che richiamano alla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=the-social-mirror.com&#038;blog=11174707&#038;post=1039&#038;subd=thesocialmirror&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Amici</p>
<p>La conversazione tra il manifestante No-TAV e il celerino ha fatto il giro del mondo. Il suo successo mediatico non è semplicemente dovuto alla crudeltà verbale esercitata da un individuo su un altro, entrambi impotenti di fronte a quello che sta accadendo, ne è dovuto alla banalità degli insulti espressi, che richiamano alla solita retorica sbollita anarchica &#8216;anti-sistema&#8217;  (le pecorelle sono tutti quelli che seguono un determinato ordine, un regolamento). Il video crea stupore allo spettatore che realizza inconsciamente come questa battaglia No-TAV sia di fatto completamente inutile, e soprattutto destinata a fallire miseramente. Se il manifestante rappresenta il movimento No-TAV  (nelle sue componenti più ignoranti e presuntuose) il poliziotto rappresenta la rigidità delle autorità, che hanno ormai deciso, fissato e pagato per una infrastrutture che si farà&#8230;indipendentemente dalla sua necessità.</p>
<p>Il movimento no-TAV fallirà. Perché? Purtroppo c&#8217;è uno scollamento totale tra le istanze locali, quelle degli agricoltori, proprietari terrieri, sindaci dei piccoli comuni, e quelle dei decisori. Quest&#8217;ultimi non sono, come si potrebbe credere, i governi regionali e nazionali (che pagano l&#8217;opera per la maggior parte), ma sono le grandi reti di potere, e di interessi, che operano a livello Europeo, transnazionale ed internazionale. C&#8217;è una idiosincrasia tra quello che avviene sul territorio e quello che è già avvenuto nelle arene politiche internazionali. Il progetto TAV in Val di Susa è un minuscolo tassello di una visione strutturale complessiva del sistema infrastrutturale Europeo, già approvata nel 1996 con l&#8217;avviamento del Trans-European Transport Netowork. Questo progetto, sottoscritto dagli stati membri, è inoltre a sua volta, il prodotto di una politica di sviluppo territoriale Europeo fondata su poli di sviluppo regionale, competitività economica e connettività globale. Il popolo TAV è muto di fronte a questo, e non potrebbe non esserlo. E&#8217; un altro gioco, un altro livello, che richiede altre organizzazioni ed altri interessi, con la capacità di raggiungere opinioni pubbliche di altra entità. Il vero dibattito è quello sull&#8217;Europa e sul ruolo delle territorialità nel gioco competitivo inter-regionale. Il popolo TAV, per sua sfortuna, non sembra equipaggiato per questo. Soprattutto, seppur sembri arrivare ‘in anticipo rispetto ai lavori, arriva troppo tardi rispetto alle decisioni, ben 15 anni dopo il raggiungimento delle visioni che hanno fissato le premesse del TEN-T program.</p>
<p><a href="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/03/1135083-tav_agg.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1040" title="1135083-tav_agg" src="http://thesocialmirror.files.wordpress.com/2012/03/1135083-tav_agg.jpg?w=604&h=337" alt="" width="604" height="337" /></a></p>
<p>Due importanti autori nel campo dell&#8217;urbanistica e pianificazione, Stephen Graham and Simon Marvin, hanno chiamato tale scollamento con il nome di &#8216;splitering urbanism&#8217;. Osservando come la struttura delle città cambiava in relazione allo sviluppo delle reti tecnologiche (telefono, fognature, elettricità, internet, alta velocità), hanno dimostrato come oggi le città, le regioni, ed i sistemi di città, assumano una dimensione pluridimensionale. Non esiste un solo livello di città, ma una sovrapposizione di strati, ed ognuno di essi ha velocità particolari, dinamiche specifiche, e rapporti di potere differenti. Il problema sorge nelle aree di &#8216;conflitto&#8217; tra questi livelli, in quegli interstizi in cui gli abitanti soffriranno le conseguenze di questo scollamento tra &#8216;piani socio-spaziali&#8217;. Tai scollamenti sono particolarmente evidenti nelle metropoli odierne, dove storici quartieri residenziali, luogo di comunità radicate, vengono ormai attraversati con velocità da airport express, strade. Oppure, pensate alle zone intorno alle stazioni ferroviarie, non luoghi per molti, ma quartieri di vita e consumo per tante comunità etniche. La Val di Susa è uno di questi luoghi. E&#8217; un territorio &#8216;attraversato&#8217;, che soffre gli impatti di un sistema territoriale che non le appartiene per nulla. Quello che collega i grandi centri economici (Lione, Torino. Etc&#8230;&#8230;) e che invece usa lo spazio intermedio come &#8216;di passaggio&#8217;. Il problema della TAV è appunto che il treno ad alta velocità  non beneficia in alcun modo la val di susa, in quanto è stata concepita per un livello socio-spaziale ed economico completamente diverso.</p>
<p>Quando si passa alla politica, al dibattito e alla protesta queste considerazioni diventano fondamentali. Perché la democrazia e la politica, seppure a volte ci provi, non è ancora riuscita a ristrutturare se stessa in modo da poter creare collegamenti tra i vari livelli (globale e locale in estremo). La politica si suddivide chiaramente in quella partecipativa e attivista del popolo No-TAV e quella istituzionale e tecnica della commissione europea.  Le due non si toccano a proposito della TAV in italia. Per poterlo fare ci devono essere canali collaudati, su livelli differenti, partendo dalle Regioni, gli organi predisposti all&#8217;assegnazione dei fondi Europei in italia. Cosa dice la regione in Val di Susa?</p>
<p>A presto</p>
<p>Federico</p>
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