Cari Amici
non sono un tecnico e non sono neanche in possesso di una panoramica complessiva dei risultati elettorali dielle amministrative dello scorso fine settimana. Ma vorrei comunque condividere la mia opinione su quello che é appena successo. I media sono giá pieni di dichiarazioni che acclamano alla ‘rottura’ politica che si é appena creata, con solotti e talk show che come al solito inventano teorie politiche istantanee sulla base di dati essenzialmente parziali (non tutti i comuni hanno votato) raccolti in circostanze particolari (la crisi economica). Tali conclusion sono essenziali: tendenza negativa della partecipazione al voto, caduta della Lega, incertezza e a tratti disfatta del PDL, timida perdita di voti del PD e soprattutto una grande vittoria dei Grillini. Il movimento a cinque stelle é il protagonista di queste elezioni amministrative, con una risultato che per molti era inaspettato.
Due sono i punti interessanti secondo me. Primo, il movimento a cinque stelle rappresenta una forma di partecipazione politica a mio parare transitoria. E’ espressione di una confusione totale dell’elettorato di fronte ad una contingenza storico-economica per la quale non ci sono soluzioni chiare. I Grillini non sono un partito e difficilmente potranno prendere decisioni valide per sostenere le nostre cittá. Sono un movimento politico ‘di processo’ piuttosto che di contenuto. Si organizzano attorno ad una critica valoriale ed etica della democrazia e dei suoi strumenti diretti, i partiti. Una critica imperniata su un’ipotesi specifica, quella che il buon processo possa inevitabilmente generare buone decisioni. Il civismo di cui si fanno paladini i Grillini é quello dell’uomo comune, quello della strada, il precario e il giovane, attento alla vita quotidiana. Importanti valori ma che purtroppo non si differenziano nella loro logica dalla forma piú tradizionale dei partiti che conosciamo. La Lega é nata da una simile matrice (il movimento Lombardo dei piccoli e medi imprenditori). Il PdL reclama simili origini nel tessuto delle piccole e medie ‘partite iva’ dell’itala e dell’uomo che si è fatto da solo. I partiti che chiamiamo classici sono il precipiptato di questi movimenti, come se la loro evoluzione fosse determinata da un processo che dal ‘movimento’ porta successivamente al ‘partito’. La componente transitoria dei Grillini é proprio in questo processo, ed é per questo insostenibile nel lungo periodo. In altre parole, Grillo dovrá fare i conti con la questione organizzativa del movimento molto presto, a meno che siamo tutti cosí ingenui da pensare che le cittá siano una questione puramente ‘locale’ (non mi dilungo su questo punto).
In secondo luogo, il movimento a cinque stelle rappresenta un paradosso interessante. Da un lato la partecipazione rilevata al voto cala, proporzionalmente alla disaffezione politica generale della gente. Dall’altro, il movimento dei Grillini rappresenta un desiderio di elettorato passivo impressionante. Guardando il manifesto elettorale del movimento a 5 stelle di Jesi (17% al momento) notavo che sono tutti ragazzi visti per strada, persone che conosco, che avrei potuto incontrarev al bar il giorno prima. I miei simili. Sembra ci sia una corsa alle liste, in cui tutti i cittadini vogliono essere direttamente coinvolti in politica. L’aspetto piú interessante é per me questo: il fatto che i cittadini vogliano essere direttamente partecipi alla ‘politica’ invece di partecipare alla ‘scelta dei politici’ o anche invece di partecipare alle ‘decisioni politiche’. La retorica di Grillo si arricchisce di riferimenti alla democrazia deliberativa, alla partecipazione e alla consultazione degli abitanti. Ma va tenuto presente che queste forme di ‘inclusione politica’ non si riferiscono originariamente alla traduzione della societá civile in movimenti politici eletti. La partecipazione é uno strumento (che dovrebbe essere imposto a volte) della politica per il raggiungimento di decisioni migliori, ma non si deve confondere con l’elettorato passivo. Il rischio teorico é la confusione tra emozioni, desideri e localismi della societá civile con la politica del governo delle cittá. Un’esperienza dai risvolti ideologici imprevisti, soprattutto in periodi di crisi.
Ultimo interessante punto: l’Italia si conferma un paese diviso. Eravamo divisi territorialmente, poi lo fummo elettoralmente e ideologicamente (tra i partiti), poi economicamente (tra regioni). Ora lo siamo anche amministrativamente, sballotatti tra una politica incomprensibile dei tecnocrati a livello nazionale e uin’amministrazione popolare dei non-tecnici a livello locale. Intermezzata dalle incrostazioni partitiche regionali di stampo tradizionale, molto piú forti secondo me di quelle nazionali (un allenamento al federalismo?). Sono curioso di vedere come l’ANCI si porrá di fronte ai tecnici, e come (e se) la politica locale e processuale dei grillini si possa strutturare in politica di rinnovamento nazionale. Perdonatemi lo scetticismo di questi mesi, ma non credo purtroppo.
Federico


Ciao Federico,
credo che in questi giorni ci sia una sorta di necessità di affrontare il fenomeno del M5S che, secondo me, ha spiazzato un po’ tutti quelli che in questi anni hanno ignorato Grillo/M5S ed ora cercano di dare un’opinione. Scusami Federico se penso a te come uno facente parte di questo ultimo gruppo, spero di sbagliarmi.
Negli anni il blog di Grillo ha trattato argomenti come il precariato, guerre, morti bianche, civiltà contadine, mobilità, energia, class action, mafia, etc. Insomma potrei andare avanti per tanto. Ammetto, anche qualche post piuttosto destabilizzante per un ‘elettore di sinistra’ (definizione da prendere con le pinze).
In questo contesto si sono formati i meet-up che quindi non credo non abbiano ‘contenuto’, anzi (non so se hai letto il programma del M5S).
Il paragone con la Lega o PdL secondo me non sussiste in quanto se uno guarda quelli del M5S sono persone con una buona cultura (non per questo fatta in accademia) e tanta voglia di fare per migliorare la qualità della loro vita ed avere uno sviluppo più giusto che si opponga alla mera crescita economica. Sono quindi persone propositive che inoltre usano internet per comunicare, uno dei mezzi più rivoluzionari che abbiamo mai inventato. Forse quindi il M5S va analizzato con una chiave di lettura diversa. Credo che Grillo % Co., nel creare questo movimento, si siano soffermati sul sviluppare degli anticorpi necessari per evitare derive partitiche.
Aggiungo che non vedo nulla di strano in gente che vuola partecipare alle scelte fatte sulla propria vita e quella dei propri figli e che non vuole delegare ad altri che nella stanza dei bottoni decidono. Credo che sia meglio, come fa il M5S, lavorare per far crescere il senso civco collettivo e mettersi in gioco piuttosto che sperare nella lungimiranza dei politici. La società tutta ne gioverà e per me questo rappresenterebbe una vera rivoluzione.
Concludo questo commento dicendo che Grillo ed il M5S stanno creando un qualcosa di diverso in Italia, un movimento di gente che rispondono con idee e non puri lamenti. Un puro tentativo di vera democrazia. Forse è troppo perfetto per la nostra ‘cultura’ e per le nostre disillusioni. In Italia, dove ognuno è convinto di aver ragione ed emette giudizi, un movimento che vuole unire persone intorno alla progettazione di un futuro migliore può incontrare molti ostacoli. Sembra quasi che in tanti, soprattutto i più immersi negli studi politici, si aspettino un collasso istantaneo del movimento per dire “ve lo avevo detto io!”. Desideriamo più democrazia, uguglianza e partecipazione e poi non crediamo in un movimento, che con i propri limiti, sta cercando di metter in pratica questo. Sembra quasi che ci sia solo il piacere di criticare e sperare che le cose vadano male per continuare a farlo. Oppure non vogliamo sporcarci le mani e ci consideriamo su un gradino superiore rispetto alla massa dalla quale non se ne può cavar nullla di buono.
Il M5S finirà o andrà avanti e creerà una forma diversa di approcciarsi alla cosa pubblica. Quanto durerà e quale piega prenderà sarà anche dovuto all’atteggiamento che prenderemo ciascuno di noi. Per me Grillo ci vuole far capire che le cose si possono fare e che abbiamo gli strumenti per farlo. Tocca a noi decidere da che parte stare.