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Benvenuti a Roma, patrimonio dell’umanità

InPolitica&Società - Politics&Society su febbraio 5, 2012 a 11:27 pm

Ebbene si, c’è neve e neve. E lo imparo adesso.
C’è la neve di Torino, quella che scende tutti gli anni – da anni. Ma Torino lo sa.
C’è la neve della mia Milano, quella che ghiaccia i fili dei tram e si confonde con il costante grigio del cielo. Ma Milano lo sa.
C’è quella della Bassa Padana, Bologna, dove qualunque perturbazione dura giorni e giorni senza interruzione. Ma la Bassa lo sa.
Poi c’è la neve della capitale, quella che cade a fiocchi giganti e la città si ferma incredula. Ma Roma non lo sa.
Tutte le volte che un qualche agente atmosferico – che non sia sole – si abbatte su Roma, sia questo  imprevedibile o annunciato da settimane, la città diventa una trappola per chiunque. Tre ore di pioggia e scoppiano tombini, si allagano strade, metropolitane e case; che poi lo devi per forza chiamare alluvione, visti i danni subiti. Identica la storia con tre ore di neve: la città diventa impraticabile, con strade sporche e ghiacciate, senza un minimo di organizzazione basica. Caos è la parola d’ordine.
Mi stupisco ancora di come si possa amministrare così la Capitale di una nazione che, seppur disastrata, una qualche rilevanza continua ad averla. Mi stupisco, certo, ma subito ritorno in me: i problemi sono molteplici in una città come questa, dove è difficile tutto, perfino creare una rete di trasporti urbani degna di una capitale d’Europa. Ma a rendere le cose ancora più complicate è l’incapacità e la corruttibilità di chi la governa e questa mala gestione ha un nome ed un cognome: Gianni Alemanno.

Alemanno è l’icona del nostro tempo, un uomo entrato nel sistema dalle file della destra più radicale, che utilizza la politica come tornaconto personale. L’abuso di potere è il suo marchio di fabbrica, che unito all’inadeguatezza della carica che ricopre, fa di lui, e della sua giunta, una bomba pericolosissima.
Nella sua scellerata amministrazione comunale non sono mai esistite le parole prevenzione, manutenzione, pianificazione, miglioramento. Sono assolutamente certa che il caro Gianni non ha la minima idea di cosa sia realmente la vita nei quartieri come Tor Bella Monaca, periferia estrema di Roma, perché semplicemente non si è mai interessato e non ci ha mai messo piede.
Il caro Gianni non prende la metropolitana alle 07.30 del mattino, come un normale cittadino, non lo sa cosa significa far passare dieci corse di metro perché impossibilitati a salire, e una volta sopra non potersi nemmeno muovere per  l’infinità di corpi uno sopra l’altro. Gianni non lo sa, non lo sa davvero che cos’è il GRA – Grande Raccordo Anulare, impraticabile sempre, con o senza neve.
Il nostro Gianni però sa benissimo che, ad esempio, la Metropolitana C, cantiere assurdo che esiste da un decennio, è oramai un buco nero di ritardi burocratici e favori personali, che risucchia denaro pubblico per somme pari a sei miliardi di Euro. Ad ora, il progetto più costoso d’Italia e che forse non avrà mai una fine. Per la serie ‘poi non venirci a dire che non ci sono i soldi’. 

La verità è che Alemanno deve ritenersi un uomo fortunatissimo, perché sindaco di una città BELLISSIMA, che con la sua maestosità fa sopportare qualunque assurdo disagio. Fortunatissimo, perché sindaco di cittadini con un alto senso dell’umorismo, che amano incondizionatamente Roma, capaci addirittura di sorridere nella disgrazia. Vera comicità che salva, vera autenticità da preservare.

Marta

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