Liberalizzazioni: la grande filosofia della crescita italiana da oggi in poi. Sembra si sia trovata la pozione magica. Facilitare l’azione economica degli individui, abbassando tariffe e prezzi tramite mercato, ed ecco che tutti i cittadini italiani sono contenti. E contenti potranno spendere meglio e di più, risollevando l’economia italiana dopo un periodo di letargo. Come se questo letargo fosse dovuto ad un mercato assente ed ad un forte controllo dei ‘poteri forti’. Poteri forti che senza che noi comuni cittadini lo percepissimo, hanno per tutto questo tempo controllato il nostro paese, soffocandone l’economia in una coltre di potere invisibile, fatta di privilegi ed esclusione. Una dittatura dei tassisti! Come abbiam mai potuto non accorgerci. Ringrazio Monti, e come lui tutti i vari politici, giornalisti ed opinionisti che grazie a dio spendono tempo ed energie nel risolvere questo problema. Senza di loro l’Italia non sarebbe mai ripartita. Grazie mille. Ora mi sento proprio meglio.
Altro che. Tassisti, farmacisti, ma anche avvocati, sono solo pagliuzze nell’occhio, che purtroppo non ci permettono di vedere la trave che ci ha già accecato tante volte. A me sembra assurdo vedere tutto questo dibattito intorno a provvedimenti che sfiorano il paternalismo ed il populismo. Sia ben chiaro, credo che tassiti, farmacisti e tariffe di avvocati e benzina, dovrebbero essere sostanzialmente regolamentati da leggi di mercato. Questo sicuramente permetterebbe di alleggerire quella crosta di privilegi e familismi che purtroppo soffoca non solo l’economia ma anche la cultura di un paese. Si tratta prima di tutto di un’iniziativa di riforma sociale, andando a toccare piccoli ‘sintomi’ di quell’italianità stramba basata sul valore estetico puro del prestigio (l’essere membro di un ordine garantisce qualità) invece che sul valore economico della qualità (l’essere parte del mercato proprio perché competitività). Però, non posso non esprimere il mio scetticismo nel vedere un governo tecnico arenarsi nei dettagli (anche colpa del parlamento ovviamente) invece che procedere ad un’azione rischiosa, impopolare, ma possibile proprio perché non si è vincolati da mandato elettorale.
Molte possono essere le critiche anche su questi provvedimenti iniziali, e vi prego comunque di perdonare la mia non-tecnicità, essendo personalmente non esperto in materia di farmacie, tassiti e/o giurisprudenza (mai una volta che il governo parlasse seriamente di urbanistica, pianificazione territoriale e di città!!!). La formazione professionale, utile per tutti. Ma cosa cambia se la si rende indipendente dal controllo degli ordini? Non lo saprei. Forse, si moltiplicheranno gli operatori e le agenzie che forniranno grandi sconti su corsi di aggiornamento. Chi ne controlla la qualità? Non gli ordini certamente, ma sarebbe opportuno un sistema di certificazione (tipo ISO per università). Abolizione tariffe minime: bene, mi fa molto piacere. Si delinea uno scenario di studi legali specializzati per categoria (legale e tariffaria). Alcuni studi diverranno esperti nel settore civile, nelle cause semplici, quelle perse o quelle minori, mentre altri troveranno il loro vantaggio competitivo in settori diversi, come il penale o la frode fiscale. Meglio così, almeno i grandi studi non accetteranno cause di minor valore per fare cassa per poi non dar loro importanza di fronte a processi più importanti. I tassiti: sono convinto che se ci fossero più taxi molte più persone li prenderebbero. E sono sicuro che il 90% dei lettori di questo blog farebbero lo stesso. E vi dirò di più. Credo che il mercato dei taxi si deve anch’esso specializzare, con agenzie e tassiti specializzati in trasporto ‘di lusso’ e di conseguenza più costoso, ed altri attivi in un settore di mercato più ‘popolare’. Se torno ubriaco dalla discoteca non ho certamente bisogno della Mercedes, 2000 cavalli, rigorosamente bianca, con l’arbremagique alla vaniglia, e magari con sedili in pelle d’agnello. Molti tassisti guadagneranno meno. Poco male, un problema di molti quest’oggi, inclusi i ricercatori universitari per esempio. In genere, mi vien da pensare che per queste tipologie di servizi/prodotti sarebbe opportuno adottare un regime di mercato tipo quello del trasporto aereo, che stabilisce standard minimi di qualità (volare in sicurezza), lasciando alla competizione tra compagnie aeree margine di manovra su tutti i servizi aggiuntivi (sedili e cibo ad es.) giocando sui prezzi. Farmacie? Schiettamente, credo che in un regime di licenze libere, qualora l’apertura di una farmacia non fosse più remunerativa per il commerciante, non la si aprirebbe. La farmacia più competitiva sarebbe quella con meno file, con servizi aggiuntivi (misurazione pressione, peso, o altri controlli di questo tipo) e sicuramente non quella con costi minori (tanto sono fissati dalle case farmaceutiche). La signora che ha bisogno di controllare pressione o ‘confidarsi’ con qualcuno con il camice bianco, rimarrebbe comunque una cliente delle farmacie. Mentre io che ho bisogno di un digestivo (permettetemi lo scherzo) me ne andrei al supermercato. Infine, giusto un accenno alla liberalizzazione degli orari. Innanzitutto i negozi sono già aperti (in centro) anche la domenica, a Milano, Roma e tanti altre città. Secondo, non creso sia corretto considerare l’orario di apertura come un fattore incentivante i consumi. Basta guardare casi di iper-regolamentazione come l’Olanda, dove i negozi chiudono tutti rigorosamente alle 18.00, e i consumi non sono in calo (a parte alcune flessioni legate alla crisi ovviamente).
Certo ci sono dei grandi assenti. Forse troppi. A partire da Trenitalia/FS e Gas. Non posso formulare opinioni tecniche elaborate in merito. Certo è, che quando prendo il treno in olanda o in francia rimango pienamente soddisfatto dal servizio. SNCF e NS (compagnia Francese e Olandese per trasporto passeggeri) non sono sicuramente esenti da ritardi e disservizi di ogni sorta. Non sono sicuramente treni Tedeschi (ancora meglio). Però, rimane il fatto che la rete è molto efficiente. Entrambi i paesi hanno scorporato la proprietà della rete dalla gestione del servizio intorno agli anni 2000-2003, separando i due operatori trasporto da RFF (proprietaria della rete francese) e ProRail (proprietaria rete olandese). Il servizio è più caro certamente, ma basta guardare il costo dell’AV italiana per rendersi conto che la media complessiva delle tariffe per tutte le tipologie di treno risulta molto simile rispetto ad altri paesi (in olanda tutti i treni tranna l’AV hanno tariffe uguali, seppur più alte). Quello che io chiedo con forza a Monti è una vera politica della crescita, che non sia esclusivamente focalizzata sui consumi. Ma in primo luogo su investimenti, anche rischiosi nel medio e lungo periodo. Che si concentri sulla giustizia (vero unico problema senza la cui risoluzione gli avvocati non potranno nemmeno fare preventivi esatti), la Sanità (sciogliamo questo tabù), la ricerca e tanto altro.
Federico


