Regia Wim Wenders
Philippine Bausch detta Pina è morta il 30 giugno 2009 ma la notizia in Italia non ha fatto tanto scalpore, pur essendo, a mio avviso, e non solo, la più grande coreografa di danza moderna contemporanea, Fellini la definì “La sacerdotessa della danza del Novecento” .
Le sue non erano semplici coreografie, con lei è stato completamente rivoluzionato il modo di fare danza e spettacolo, da lei nasce il Thanzltheater, il teatro- danza, i suoi spettacoli nascono dalla fusione della danza con il teatro, il gesto, la recitazione e musica.
Grande sperimentatrice di nuovi codici, sempre alla ricerca di qualcosa, ai suoi allievi non chiedeva semplicemente di ballare, ma di esprimersi, di cercare risposte in quello che facevano, li interrogava sul loro vissuto e attraverso i gesti che loro si esprimevano e davano vita a qualcosa di completamente nuovo.
Questo film nasce dall’incontro della Bausch con il regista Wim Wenders durante uno degli spettacoli della coreografa “Café Müller”, dal loro incontro nasce oltre ad un’amicizia anche la scelta di filmare questo e altri tre progetti come Le Sacre du Printemps, Vollmond e Konthakhof . Il film non raccoglie semplicemente le prove artistiche dei ballerini ma li intervista e li lascia raccontare il procedimento di creazione dello spettacolo, che avveniva tutti insieme. La Bausch insieme ai ballerini e dalle loro emozioni e dai loro movimenti nasceva tutto, anche da un semplice gesto, come in Café Muller.
Non è solo danza quello che si vede c’ è molto di più, oltre ai ballerini e alle musiche nei suoi spettacoli è percepibile la vita, l’energia, la forza, il senso di morte, c’è veramente tutto. Ci sono anche gli elementi naturali protagonisti, come la terra ne Le Sacre du Pritemps, dove i ballerini danzano su un palcoscenico ricoperto di terra, o nell’ultima pieces del film (Vollmond, Plenilunio) dove i danzatori con una forza ed un energia incredibile si muovono sotto la pioggia incessante saltando, rincorrendosi, amandosi, abbracciandosi e respingendosi, qualcosa di veramente incredibile.
Il suo lavoro era incessante e continuo, l’unico modo in cui sapeva esprimersi e faceva parlare i suoi ballerini era il corpo, quando ci sentiamo perduti non ci resta che muoverci, disse Pina e come ricorda Wenders “ Danzate, danzate altrimenti siamo perduti” , una sorta di espiazione che può liberare il corpo e l’anima dalle angosce che ci tormentano, ecco perché questo film adesso.
Elvira
