Nel mondo erano rimasti solo in due a parlare attraverso i video-messaggi e di uno, al di là delle apparenze, non ci libereremo mai. Eh già, perché il Cavaliere oggi potrà aver perso una battaglia, ma la guerra, purtroppo, l’ha vinta da un bel pezzo: più o meno trent’anni fa, quando TeleMilano, una piccola realtà televisiva via cavo, diventa la nazionalissima Canale 5.
Burattinaio di serate nostrane – targate anni ’90 – l’ex (?) premier si colloca, ahimè, al primo posto nella lista delle persone più influenti in Italia degli ultimi anni. Insomma, lui la mente, lui il braccio.
Ci ha modellato a sua immagine e somiglianza, facendoci credere fin da subito che l’apparenza fosse tutto. Concetto ormai così ben radicato in Italia da trovarlo, oltre che in televisione, anche nelle stanze della sua politichetta da strapazzo.
Con le famigerate veline, letterine, tapparelline e sedioline, ha stravolto totalmente il significato dell’essere donna, portandolo al livello più basso in assoluto ovvero quello di gnocca senza cervello. Circostanza, tra le altre cose, da lui estremamente amata. Giuro che all’estero è del tutto impossibile tentare di spiegare questo fenomeno televisivo.
Ha poi rimodellato, senza mezze misure, il concetto di informazione, dove pertanto la politica si confonde facilmente con il gossip e il gossip con la cronaca nera. Chiaramente, quando si può, meglio se tutto a suo favore.
Ci ha regalato format televisivi stranieri trasformati, fin da subito, nella parodia di noi stessi: uno su tutti: Il Grande Fratello. Concettualmente interessante, praticamente un’ammucchiata di idiozia. Arrivati all’undicesima edizione, mi chiedo perplessa chi è l’eroe instancabile che dà seguito a questo circo.
Non voglio stare qui a raccontare cose che già conosciamo alla perfezione, ma solo far presente che la sua fantomatica uscita di scena è tutta una mera illusione. Potrà sembrare una minaccia, ma lui c’è ancora e ci sarà sempre. Tutte le volte che guarderemo un programma Mediaset, che ci soffermeremo su una pubblicità, che rideremo con Zelig o penseremo di essere informati da un servizio delle Iene. Volenti o nolenti lui è la televisione, e la televisione resta, senza concorrenza, il mezzo di comunicazione più diffuso, in questa Italia tanto vecchia quanto ingenua.
Si dimette da Presidente del Consiglio, facendoci credere di essere un politico responsabile che ama il suo paese. In realtà è sempre stato solo un imprenditore legato al soldo, che oggi esce dalla porta sul retro – per non sentire i fischi di quella parte di popolo che ha capito il suo trucco – pronto però a rientrare dalla finestra, per continuare a condizionare la massa. E la massa, per definizione, è sempre in maggioranza.
Marta

