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Paolo Borsellino: “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.”

InPolitica&Società - Politics&Society su luglio 18, 2011 a 8:37 pm

…e allora ne parlerò, caro Paolo, nonostante tutte le notizie attuali e di questa bella politica italiana che fruga nelle nostre tasche vuote con le dita piene di anelli d’oro, io ne parlerò.
Nonostante i fazzoletti verdi che sventolano sulle nostre teste, nonostante Montecitorio e le sue ingiustizie, ne parlerò. Nel mio piccolo, grido un fragoroso ‘Presente!’.

Perché non può esistere 19 Luglio senza un pensiero per te.

57 giorni dopo la strage di Capaci, Paolo Borsellino fu ucciso insieme agli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, in Via D’Amelio, a Palermo, dove viveva la madre.
Borsellino conosceva bene il rischio del suo lavoro, sapeva bene che nessun bersaglio scelto dalla mafia veniva mai mancato.
Ha visto morire l’amico e collega Giovanni Falcone, ed era perfettamente cosciente delle rischiose conseguenze delle loro indagini su Cosa Nostra, ma coraggio e giustizia corrono tenendosi per mano, nel cuore di un vero uomo di legge.

Allora non voglio dimenticare mai, non voglio azzittirmi mai, affinché certe date possano rimanere scolpite nella mente di tutti.

19 Luglio per soffermarci sulla serietà con cui alcuni uomini esercitano il proprio mestiere nel mondo;
19 Luglio per deridere a bocca ben aperta e dito puntato chi osa parlare di giustizia mentre organizza festini porno con minorenni a casa propria; chi si permette di parlare ancora di mancata giustizia solo perché non viene vigliaccamente assolto;
19 Luglio per la scorta di Paolo Borsellino e per tutti quelli che prendono la propria vita e ne fanno un dono d’amore;
19 Luglio per questo nostro momento socio-politico, che se si volta indietro è talmente piccolo da scomparire, inghiottito dall’ombra della Storia;
19 Luglio per i parenti delle vittime di mafia; per quelli che restano, lottando ogni secondo contro un doloroso presente.
19 Luglio per l’Italia, tutta, unita, Nord e Sud;
19 Luglio per quel progresso mentale e culturale che fatica ad entrare in certi palazzi ma che inizia a rumoreggiare ancora nell’anima di certe piazze.
19 Luglio per i lavoratori, e per chi vorrebbe esserlo ma ancora non ci riesce;
19 Luglio per i giovani italiani e non giovani italiani: sentiamoci coinvolti, tutti, perché lo siamo da sempre, anche se ci vogliono far credere di no.

…e per te:
Riposa in Pace, grande uomo di pace.

[diciannove gennaio millenovecentoquaranta / diciannove luglio millenovecentonovantadue]

Marta

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