La questione Mirafiori è proprio strana. Vista dal di fuori. Da un giovane che con tanti altri cerca di convincersi che il futuro non è la fabbrica, e che viene puntualmente deluso da questo paese dove si parla solo di fabbrica, manufattura, metallurgia, sindacati non rappresentativi etc….Non sono un esperto di relazioni industriali. Però la questione Fiat secondo me ha assunto dei tratti molto ambigui. L’accordo prevede dieci punti abbastanza semplici. Sono qui ben riassunti: http://notizie.tiscali.it/articoli/economia/11/01/15/fiat-punti-intesa.html. Purtroppo non credo che questi dieci ‘cambiamenti’ determino il miglioramento delle condizioni produttive, ed una ripresa, della FIAT. Io credo che è tutta una fuffa. Mi volete dire che quei 10 minuti in meno, quegli straordinari in più, quei due tre giorni di malattia non retribuita (solo per chi sta ‘poco’ male perchè chi sta ‘tanto male’ viene comunque tutelato…come se si potesse definire chi sta poco e tanto male.) e la nuova forma di rappresentaza incompleta sindacale possano risanare la FIAT e metterla al pari delle competitors Giapponesi, Tedesce, Francesi Americane??. Non credo. Soprattutto perchè sento in continuazione sia il governo, che la FIAT, che i sindacati, che dicono che la produzioneè CALATA, che le macchine italiane non si comprano più, che l’industria metallurgica in tutta l’economia globale è in caduta…progressivamente sostituita da nuovi beni, come la conoscenza e l’innovazione. Io credo che questo accordo non cambi molto. Anche perchè l’accordo sui rapporti di produzione non viene assolutamente affiancato ad un piano di produzione, un piano industriale di innovazione. Si bada insomma alla forma quando il contenuto non c’è. Dove sta la ricerca, l’innovazione radicale, la sperimentazione, la ricerca sui motori e sulle nuove forme di alimentazione etc…..Questa è l’unica strada che porta all’economia globale, ed è l’unica sulla quale non si riflette. Si, certo, c’è un accordo con Crysler…che di fatto rende la FIAT un corollario della produzione di SUV, ed è esclusivamente motivato dall’ambizione dell’industria americana di invadere il mercato Europeo, dove c’è un bum di SUV. Vender più SUV in europa, questo l’obiettivo, e non produrre i SUV in italia. Come si può non vedere queste cose. Lo dimostra il fatto che i motori di questi suv vengono prodotti dalla FIAT con soldi Americani, in America….
Secondo me la spiegazione è tutta politica. Un’azienda ‘normale’ se ne sarebbe già andata. Quante aziende italiane se ne sono andate senza far rumore, senza referendum o accordi sindacali. Il capitale non guarda ai confini, ormai da 30 anni. Però la FIAT non è un’azienda normale. Non se ne può andare così perché vorrebbe dire inimicarsi i governi, e le persone, che le hanno dati soldi su soldi ogni volta che aveva problemi. Secondo me la FIAT se ne andrà comunque. Se avesse vinto il no, avrebbe dato la colpa ai lavoratori. Adesso che a vinto il SI, darà la colpa al governo e al mercato che non l’hanno saputa sostenere in Italia. Ci rivediamo fra 6-7 anni e vediamo cosa sarà successo….
A presto
federico

