Cari cari amici
voglio proporvi una riflessione tutta personale e ‘poco rifinita’ di queste elezioni regionali. Sono consapevole che un’analisi più approfondita può essere fatta solo domani, dopo aver riflettuto un pò sulla questione e dopo aver letto le opinioni degli esperti. Tuttavia, voglio cercare di essere uno dei primi a commentare a caldo la situazione, un po’ sulla linea del mio precedente articolo, un pò sulla base dei miei sentimenti (elettorali) in questo periodo.
Per chi non avesse voglia di leggere tanti siti, di approfondire un tema che dopotutto non è stato approfondito neanche prima delle votazioni, riassumo i risultati più interessanti. Badate bene, possiamo proiettare e parlare molto sulla questione ma i risultati interessanti questi sono:
1) la sinistra perde quattro regioni.
2) un elettore su tre non è andato a votare.
3) i voti si distribuiscono tra tre grandi partiti fondamentalmente: PdL, Pd, Lega con due partiti che rimangono ‘allacciati’ al carro, IdV e UDC
4) Vendola vince in Puglia (vi spiego perché importante).
Questi i risultati. Vi voglio dare la mia per ognuno di questi. La prima e l’ultima sono combinate: la sinistra perde tre regioni? perché purtroppo non esiste. Vendola vince? perché forse sembra di sinistra. Se tralasciamo il cosiddetto cuore rosso dell’Italia (Umbria, Toscana, MArche ed Emilia Romagna) allora rimangono poche regioni dove la sinistra deve presentarsi con forza, dove rischia di perdere la competizione. E purtroppo ha perso in tutte. L’unica eccezione è appunto quella della puglia, nella quale Vendola è riuscito a proporre una immagine coerente e ‘chiara’ di se, incarnando nella sua figura un programma (se non una ideologia). Guarda caso, quello che con mezzi leciti ed illeciti, politici ed imprenditoriali sta facendo il nostro premier. La lega invade il Piemonte? beh, perché appunto, è un partito del nord che assume una linea chiara (e ben comprensibile alle masse). La Campania?? beh, dopo lo scandalo dei rifiuti proprio mal gestito da Bassolino (e oserei dire da tutto il suo partito che ha discusso per mesi sulla sua stabilità) e opportunisticamente gestito dal Premier, il risultato non mi stupisce. Il Lazio è interessante, diciamo che ho i miei dubbi e che se non ci fosse stato lo scandalo liste la cosa si sarebbe risolta in modo peggiore per Bonino.
Un elettore su tre non va a votare? beh, il risultato di una campagna che secondo me ha fatto di tutto per dimostrare che le regole democratica, e ivi comprese quelle elettorali, sono una invenzione. Abbiamo assistito alla delegittimazione di un sistema intero, che va dai partiti (con il partrito-uomo in Berlusconi), alla magistratura (il cancro), alla televisione (i talk show faziosi). Il voto non è stato esente da questo. Chi ha votato ha votato per i partiti più grandi?? beh, certo, se le facce sono sempre le stesse, gli altri non li si conosce neanche. Abbiamo un risultato che dimostra come il votante non va altro che questo ragionamento in cabina “voto lega? se no (perché non razzista o particolarmente preoccupato di immigrazione): voto berlusca o voto qualcun altro? se voto berlusca voto PdL, se voto qualcun altro: voto centro? se no: voto IdV? la cui risposta è: no sennò il mio voto è sprecato tanto Di Pietro non sa governare e questo non è neanche il suo ruolo. Allora voto PD? e si, rimane questo. Diciamo che ho generalizzato, ma che quei 4-5 milioni di indecisi fanno un ragionamento di questo tipo. Messa semplicemente, la scelta è a cascata e per esclusione. Questo porta automaticamente ad una concentrazione di voti sui ‘carri più grandi’. condividete?
Cmq, spero riusciremo a scrivere almeno un altro articoletto, magari più ponderato, su questa questione così interessante ed importante.
Buona notte
Fede







