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La politica energetica spiegata a mio figlio.

In Territorio&Società - Territory&Society on febbraio 8, 2010 at 8:31 pm

cari Amici

questo articolo cade proprio a pennello: http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/10/febbraio/08/nucleare_scajola_mercoledi_siti.html?politica. Come leggete qui i punti più salienti (che avevo prontamente riassunto l’altro ieri :)) sono i seguenti:

1) il governo fissa dei criteri, basandosi su valutazioni tecniche che probabilmente sono state commissionate alle aziende che costruiranno e gestiranno il nucleare.

2) le regioni invocano al Corte Costituzionale per violazione delle loro competenze su gestione energetica e del territorio. Il governo non sembra avere un piano per la concertazione con gli enti regionali. Sospetto una tipica stretegia del tiro alla fune fino a dopo le elezioni. Il governo sembra giocarsi tutto con il nucleare, ed in caso la sinistra perda alcune regioni ‘candidate’ per le centrali (come la Campania probabilmente) allora il passo sarà più facile. In caso contrario non se ne parlerà più probabilmente. Fatto sta che la questione sembra politica più che energetica.

3) sembra assurdo che solo dopo due anni il governo possa ottenere ‘l’accordo delle comunità, dei cittadini’. L’accordo dovrebbe esere creato proprio su quei criteri che sono stati fissati a tavolino. Temo un movimento tipo ‘no-tav’ su scala nazionale. E l’idea non mi dispiace dopotutto.

4) Il governo mostra la ‘semplicità’ della propria politica energetica. Si enfatizza la costruzione di centrali senza mai parlare di ricerca scientifica su sicurezza, fusione a freddo e reciclo scorie. L’italia sarà la centrale di qualcun altro se non abbiamo un apparato scientifico-tecnico in loco capace di gestire ed innovare al meglio la ‘nostra’ energie.

5) il governo sembra imopreciso nel dire giustificare che il nucleare potrà risolvere il problema dell’acquisto di energia. Il nucleare è una piccola percentuale nel fabbisogno totale. Avremo bisogno di comprare comunque anche perchè, ad essere ottimisti, di centrali ne vedremo poche nei prossimi 20 anni….

a presto

federico

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