Cari amici
oggi mi è successa una cosa sconvolgente. Sconvolgente per la semplicità con cui è stata fatta. Ho preso una multa. Circa 60 euro. Ho imparato molto da questa multa, molto più del semplice rispetto della legge. Questa è la storia:
Domenica pomeriggio ore 14: esco da casa per gettare la spazzatura. I cestini ad Amsterdam hanno una meccanica particolare. Il sacco scompare sotto terra per mezzo di un carrello sopra il quale si posa il sacco e che viene fatto scorrere verso il basso. Niente sacchi in vista e tutto pulito come prima. Purtroppo il carrello era pieno, e spazzatura era sparsa attorno. Lascio il sacchettino a fianco del ‘cassonetto’ e me ne vado. Torno il pomeriggio a casa (dopo circa 5 ore) e trovo un biglietto sotto la porta che mi dice ‘chiami il comune domani tra le 12 e le 13 perché potrebbe aver fatto qualcosa (notare la formula). Nessun’altra spiegazione. Il giorno dopo chiamo e il signore xxxx (segnalato nel foglietto oltretutto) mi chiede una dichiarazione da dover allegare alla multa di 60 euro per aver lasciato il sacchetto fuori dal cestino. I netturbini (operatori ecologici) hanno aperto il sacchetto misterioso e scovato una lettera con il mio indirizzo capendo chi fosse il criminale a compiere tale gesto. Dopo circa un’ora di discussione non sono riuscito ad annullare la multa, per il fatto che io avrei dovuto dopotutto camminare per altri 50 metri verso un altro cassonetto. Unica possibilità, fare ricorso dopo il pagamento con lettera diretta ad una apposita ‘commissione’ (commissie).
NAPOLI. Questo ho pensato immediatamente. Una cosa del genere non potrebbe mai accadere in nessuna città medio grande italiana. Forse non esiste neanche una regolamentazione. Pensate alla complessità della cosa. Per un’azione tale abbiamo bisogno delle seguenti condizioni: a) un netturbino pagato e motivato per aprire e mettere le mani all’interno del cassonetto b) una pratica normativa che predilige la pulizia dello spazio pubblico rispetto alla privacy (poteva leggermi la posta). c) un ufficio predisposto alla compilazione di multe. d) una volontà politica chiara per prendere decisioni impopolari (dopotutto non era colpa mia visto che il cassonetto era pieno) fissando norme restrittive e) un approccio che contrasta ogni forma di pigrizia o pressapochismo, visto che prevede la ‘ricerca del cassonetto disponibile’ f) e dulcis in fundo, una macchina burocratica ben funzionante che possa elaborare tutte le possibili sanzioni di questo tipo (e ce ne sono credetemi).
Secondo me, avere tutte queste condizioni presenti è una cosa rara. Adottare una politica simile comporta un processo di costruzione profonda di basi socio-politiche precise all’interno della comunità. Prima fra tutte, una concezione consolidata dello spazio pubblico come ‘bene di tutti’ invece che ‘bene di nessuno’.
a presto
federico


non vorrei sbagliarmi, perchè io sono di un altra città, ma a milano la spazzatura la raccolgono direttamente fuori di casa e ti distribuisce il comune i sacchetti di diversi colori per la raccolta differenziata.E anche li, controllano e se non dividi bene i rifiuti ti multano.
Io sono rimasta ad Amsterdam a capodanno e per quasi 4 giorni,nel centro, le strade sono rimaste sporche e i cassonetti stracolmi….a Genova in 1 giorno tutto è pulito….
è proprio vero che tutto il mondo è paese, nel bene e nel male !
Ringrazio infinitamente Betta per aver commentato. Il primo commento di tutta la storia del giornalino. E concordo pienamente con lei che ci sono buoni esempi anche in italia. Diciamo che sono stato particolarmente sfortunate
. Grazie ancora. Fede