Credo di immaginare due risposte a questa domanda. Lascio perdere il ‘forse’ perché non ci aiuta ad andare da nessuna parte. Prima di iniziare a parlare delle due alternative è meglio fare un chiarimento che reputo fondamentale. Entrambe le risposte dipendono da quale significato diamo alla parola ‘democrazia’. Non sto qui a fare una esamina della storia della democrazia e del pensiero democratico. Cerco invece di fare un discorso molto più banale per cercare di capire come si possono avere diverse risposte e nessuna verità. Anche se possiamo essere in grado di sostenere le nostre convinzioni argomentandole. Delle mie accennerò alla fine del post.
Si può pensare alla democrazia seguendo un ragionamento, molto diffuso e sostenuto con forza nel panorama politico italiano, del tipo: “Ci sono elezioni ogni cinque anni, quindi esiste una competizione elettorale, una campagna elettorale, i cittadini votano, ci sono dei risultati, vince chi ha la maggioranza, questa successivamente forma il governo, eccetera eccetera…, quindi è assurdo parlare di regime”. Seguendo questa argomentazione è evidente che si può essere berlusconiani e democratici. L’attuale presidente del consiglio ha seguito la procedura per assumere la sua attuale carica. Un’altra visione della democrazia sostiene che oltre alle procedure, che ovviamente devono essere rispettate in quanto senza di esse vengono a mancare le basi fondamentali, ci debba essere anche qualcosa in più. Questa parte, che per alcuni potrebbe essere un peso, consiste in una serie di principi che rendono la democrazia qualcosa di più complesso da gestire. Senza entrare nei dettagli, la parte ‘superflua’ della democrazia consisterebbe nel miglioramento dell’informazione pubblica, nel sostegno della partecipazione della cittadinanza, nel continuo rispetto per la separazione dei poteri, nel rendere trasparenti i processi di governo, nell’avere una classe politica rispettosa del proprio ruolo e della legge a cui è sottoposta. Seguendo questa strada mi sembra un po’ difficile rispondere positivamente alla domanda iniziale. Credo che se un cittadino avesse in mente questa concezione della democrazia, ovvero un’idea più elaborata di essa, avrebbe difficoltà a definirsi allo stesso tempo democratico e berlusconiano. A mio modesto parere, l’attuale maggioranza non è particolarmente interessata a promuovere i principi accennati appena sopra.
Il primo ragionamento sarebbe condivisibile e, anzi, da sostenere in un paese appena uscito da una guerra o da un regime autoritario. Il secondo, invece, si adatta meglio a un paese che ha una democrazia già matura per cui i cittadini iniziano a chiedere di più rispetto al passato. Essi chiedono maggiori diritti, garanzie, risposte, informazioni. Attenzione però, con questo non voglio dire che stiamo vivendo in un regime. Affermo soltanto, ed è questa la mia convinzione, che in uno stato ‘moderno’ si dovrebbero sviluppare forme più complesse di democrazia in cui oltre alle procedure inizino a contare anche nuove esigenze legate al governo di esso.
Esistono tante forme di democrazia e qualcuna è migliore di altre. Possiamo essere tutti democratici, ma sostenere regimi di tipo diverso. Per esempio, si può credere di vivere in un paese democratico anche quando vi sono solo due partiti, ci sono elezioni e uno dei due è destinato sempre a vincere. Del resto ci sono elezioni regolari, ricorrenti e corrette. O No? Ma nessuno penserebbe che questo paese è pienamente democratico.
Voglio concludere dicendo, e credo sia questo il senso del post, che maneggiare la parola ‘democrazia’ non è una cosa semplice e per questo motivo bisogna essere molto cauti nel farlo. Seguendo la politica italiana ho l’impressione che questa parola sia abusata, usata a caso, spesso svuotata del suo significato (se mai ce ne sia uno definitivo). Credo che l’attuale maggioranza abbia una visione della democrazia che qualcuno definirebbe ‘ridotta’. Quindi i berlusconiani, a mio parere, sono democratici ‘ridotti’, se immaginiamo la democrazia come un continuum che va da una situazione certamente non-democratica a una pienamente democratica. Stanno, in due parole, a metà strada. E certamente ora avremmo bisogno di persone che stiano nella metà ‘più’ democratica di questo spazio immaginario. Per una democrazia ‘estesa’.
Mario







